L’Atomica, Kubrick, Edgar Mitchell e The Fireman

Sono passati dei giorni, ho avuto tempo per riflettere. Sull’Atomica, Kubrick, Edgar Mitchell e The Fireman. Non avevo voglia di tediarvi, con cose che avete pensato anche voi, come tutti del resto, tessendo le lodi di Gordon dopo la visione del suo epillio. Epillio, sapevo che questo termine mi sarebbe tornato utile prima o poi: poemetto breve di argomento mitologico, spesso inserito all’interno di una narrazione più ampia, usato talvolta per approfondire un singolo aspetto di una vicenda. Virgilio usa la tecnica dell’ epillio, all’interno dell’ Eneide per raccontare la storia disperata della Principessa Didone. Dido per gli amici. Vi dice nulla?

Eccola qui, la nostra amata Didone, presentata nei titoli di coda proprio come Senorita Dido. Gordon ha frequentato il liceo classico evidentemente, o forse ha seguito corsi di mitologia greca insieme a Jim Morrison, visto che entrambi si trovavano ad Alexandria nel 1961, ai tempi della scuola, e che usano spesso la stessa simbologia. Non vi sembra assurdo che nessuno gli abbia mai chiesto se l’ha conosciuto e frequentato?  Ci penso da anni e quando ho visto Sonny Jim, il piccolo di Dougie Jones, ho avuto un sussulto, ma ne parleremo prima o poi. Ora andiamo avanti, anzi, torniamo indietro. Il nostro Virgilio, cioè Gordon, cioè Lynch,  ci fa accomodare al Club Silencio. Vi è chiaro che la dimora della Senorita Dido è il Club Silencio, sì? 

Bene. Una volta seduti al Club Silencio, dove tutto è registrato, e illusorio, siamo spettatori, come il personaggio che finora abbiamo chiamato Il Gigante, di “dolore e sofferenza” , nell’evento distruttivo del primo test nucleare, il famoso Trinity, a White Sands, in New Mexico il 16 luglio del 1945. Durante quel test, tra gli uomini discende (from pure air) Bob, e un folto esercito di boscaioli scuri in volto. Il male, che si nutre di “pain and suffer”, concetto sintetizzato da Gordon col termine di “Garmonbozia”, nasce quel giorno e arriva sul pianeta Terra, dopo alcuni anni, assumendo forma di rospo con le ali. Metafora che allude alla distruzione e all’odio generato dalla creazione e successivo uso delle armi atomiche, da cui solo l’innocenza di una ragazza come Laura può salvarci, usata tristemente come esca per far uscire il malvagio allo scoperto. Due punti di vista: il primo, appunto metafora della condizione umana; il secondo semplice mitologia che spiega la genesi di Bob. Le avete bevute? Entrambi intendo, la metafora e la genesi “twinpeaksiana” Beati voi. A me tale punto di vista è sembrato inadeguato sin dall’inizio. Robetta da cineamatori e critici. Da quando Dale non mi cita più come depositaria delle sue osservazioni, sono triste, non credo più a nessuno, ho solo voglia di ritrovare lui. Per fare questo non devo mai dimenticare il punto di partenza: Gordon ama i codici. Non è quel che vediamo, ma quel che significa ciò che vediamo.

Su questo blog il mio primo post  vi invitava  a cercare e decifrare i segni di un codice che diventa sempre più difficile. Il mio secondo post era un primo piccolo passo: il codice di Gordon è il codice di Kubrick.  Twin Peaks cita Shining. Ma perchè? Forse vorrete tornare a rileggere questo articolo, che stavolta vi sembrerà molto più chiaro. Riassumendo potrei dire che Shining è la summa degli orrori e delle mistificazioni perpetrate da una piccola schiera di esseri umani, a danno di altri. Dal genocidio degli indiani d’America (rimossi dallo stesso territorio del New Mexico in cui fu realizzato il Trinity), all’ipotetica finzione dell’allunaggio fino al progetto Mk Ultra. Se si volesse accogliere la (divertente forse) ipotesi portata avanti nel film Room 237, di Rodney Ascher, prima ancora di denunciare sé stesso con Shining, Stanley Kubrick ha “preparato il set” con 2001 Odissea Nello Spazio. Ma ho già sottolineato più volte, nel post precedente, come le immagini di quel film, siano presenza costante in questo ritorno di Twin Peaks.

Ok, questa era la premessa, ora volete la bomba (tanto per restare in tema)? Bene ve ne darò più d’una.

Prima di tutto Twin Peaks parla dell’atomica dall’inizio. Non so come ho fatto a non pensarci prima, ma tutto mi è apparso chiaro quando ho ripensato al significato della parola codice: lettere, simboli, cifre. Cosa c’è di più elementare che l’insieme di lettere a formare un nome? I nomi, in Twin Peaks ci dicono moltissimo, e in questo “The Return” la chiave per la  soluzione ci viene data proprio dall’importanza ormai evidente dei titoli di coda. Rita Haywarth intanto, così presente in Mulholland Drive e assonante al cognome di Donna,  era definita l’atomica, proprio perchè la sua immagine in Gilda, fu incollata sulle bombe per il quarto e quinto test nucleare, nell’atollo di Bikini. Ma se andiamo a caccia di riferimenti troveremo tanti nomi che sono storicamente legati al famoso Progetto Manhattan. Lo sceriffo Harry Truman ha il nome, guardacaso, del 33º presidente degli Stati Uniti d’America che ordinò di fare esplodere la prima bomba atomica su Hiroshima e la seconda su Nagasaki. Ne avevamo già parlato tuttavia, in relazione al progetto Majestic-12, che si ipotizza lui stesso ordinò. Ma cosa hanno a che fare i segreti di stato sugli extraterrestri con l’Atomica? Ci arriviamo. Restiamo ai nomi.  Il Maggiore Briggs è colui che ha continuato, con l’aiuto di Gordon Cole,  l’attività condotta negli anni ’60 da Douglas Milford, nell’ambito del progetto Blue Book, ufficialmente concluso nel 1969 . Il Progetto Libro Azzurro ovviamente si riferisce a una serie di studi sistematici condotti dall’aeronautica militare statunitense (USAF), tra il 1947 e il 1969, sugli avvistamenti di oggetti volanti non identificati (UFO) nel territorio statunitense e in buona parte delle Americhe e dell’Europa. Insomma, qui non stiamo parlando della mitologia di Twin Peaks, ma di storia. E parliamo di storia anche quando citiamo Lyman James Briggs, direttore del Progetto Uranio , antecedente del  Progetto Manhattan, legato appunto agli studi sull’atomica. Insomma, anche qui non un nome a caso. Un nome che ancora una volta unisce la prima esplosione nucleare agli avvistamenti di UFO. Vado avanti? Maddy si chiama Ferguson, come  Lieutenant Hugh C. Ferguson, co-pilota del volo che sganciò la seconda bomba atomica su Nagasaki. James Hurley ricorda E.N. Hurley, uno degli scienziati  del Progetto Manhattan. Il nostro agente Albert  fa venire in mente Leon Rosenfeld, un fisico belga del Progetto Manhattan. E al progetto per l’uso del nucleare durante la seconda guerra mondiale parteciparono anche: H. D. Lanterman (come Margaret), J. N. Moran (come Lucy) e  E. A. Martell (come Pete). Ce ne sono ancora altre di citazioni, ma sono stanca e ho troppo da fare per ritrovare il vero Dale. Però una cosa posso dirla: Twin Peaks ha sempre voluto parlare dell’atomica. Ma non dimentichiamoci che se i casi Rosa Azzurra, fanno certamente pensare al Progetto Libro Azzurro, allora ha sempre voluto parlare anche di contatti tra umani e extraterrestri. Eppure la prima domanda davvero importante  riguarda l’assassinio di Kennedy e la morte di Marilyn. E pensare che Shelly porta il cognome di Lyndon B. Johnson, che prese il posto di Kennedy.

D’accordo: di cosa stiamo parlando?

Mi concedo un’altra digressione. Ricordate quando Catherine e Andrew decisero di mettere la chiave che apriva la cassetta di sicurezza misteriosa, nel vassoio della torta, quindi “sotto la vista di tutti”? Riflettete: qual è il posto più sicuro dove nascondere una cosa? In bella vista. Qualcosa che non è nascosta appare innocua, poco desiderabile, e al riparo.

A questo punto, dopo aver letto decine e decine di recensioni dell’ottava parte del Ritorno di Twin Peaks, posso affermare che molti sono d’accordo nel giudicare un capolavoro il mini-film sulla genesi di Bob. Bello: Gordon ci racconta come nasce la storia e ci fornisce chiavi per capire cosa è accaduto. Ma voi davvero credete che potrebbe mai fornire lui stesso una chiave in maniera così palese? Raccontarci la “favoletta”? Altri ne sottolineano il valore simbolico: l’uomo è egli stesso portatore del male, con le sue scelte votate all’odio e al potere. Sentite, vi dico una cosa assurda: forse Gordon invece ci sta dicendo che il 16 luglio del 1945 davvero –  ripeto: per DAVVERO –   è successa una cosa che ha a che fare con abitanti di un altro pianeta, o spazio-tempo, o chiamatelo-come-vi-pare. Ridete pure. Lo sapete che io a queste cose non credo, quindi ve la dico così come l’ho pensata. Sapete chi è Edgar Mitchell? Il sesto uomo a porre piede sulla Luna nel corso della missione spaziale Apollo 14. Troverete su di lui molto materiale su siti che vengono presentati come “bufale un tanto al chilo”. Tra le interviste rilasciate prima della sua morte (avvenuta nello stesso giorno 45 anni dopo la sua missione lunare) celebre è quella al Mirror Online in cui afferma l’esistenza di entità extraterrestri, intervenute più volte nel corso di test nucleari, avvistate da persone informate sui fatti, a lui vicine. Riporto parti di quell’intervista.

“My own experience talking to people has made it clear the ETs had been attempting to keep us from going to war and help create peace on Earth,”

He added, “I have spoken to many Air Force officers who worked at these silos during the Cold War. They told me UFOs were frequently seen overhead and often disabled their missiles. Other officers from bases on the Pacific coast told me their [test]missiles were frequently shot down by alien spacecraft. There was a lot of activity in those days.”

“White Sands was a testing ground for atomic weapons – and that’s what the extraterrestrials were interested in. They wanted to know about our military capabilities,” said Mitchell.

Edgar Mitchell aveva una specie di fissazione per quell’esperimento del 16 Luglio 1945, continuava a ripetere che proprio in quell’occasione l’attenzione degli ETs nei confronti degli accadimenti al pianeta Terra si era fatta più presente del solito. Insomma, il 16 luglio del 1945, a White Sands, alle 5:29, durante il test Trinity,  – dice lui – c’erano anche loro. Vai a capire bene chi sono “loro”. Si è tornato a fare il nome di Edgar Mitchell nell’Ottobre del 2016 quando Wikileaks pubblicò quello che sembra essere uno scambio di email segrete proprio tra Mitchell e Podesta, presidente al tempo della campagna elettorale di Hillary Clinton, ma soprattutto ex consigliere di Obama. In queste email Mitchell chiedeva di accelerare i tempi per un eventuale incontro con Obama, al fine di discutere a proposito di documenti classificati, di cui il Vaticano pare sia a conoscenza, che dimostrano relazioni tra entità extraterrestri e la razza umana. Mitchell chiedeva a Obama di  accelerare la divulgazione da parte del governo delle informazioni ricevute in questi incontri a proposito dell’energia di punto zero.
L’energia di punto zero potrebbe essere una  fonte inesauribile di energia per il nostro pianeta e la tecnologia alla base di questa energia, secondo Mitchell sarebbe stata fornita al governo dagli alieni. Quindi, per tornare a noi, se gli abitanti della Loggia Bianca sanno viaggiare attraverso lo spazio e il tempo grazie all’elettricità, potrebbero rappresentare le entità aliene di cui parlava Mitchell. Fantasioso.

Sa di fumetto. Alieni salvano il pianeta Terra contro le forze del Male. E come? Con Laura Palmer? Ma che significa? Su, non sta in piedi.

Vi racconto una storia ancora più assurda allora. E’ solo nella mia testa e appunto, è solo una storia.

Nel 1956, nel paese degli Stati Uniti d’America, un uomo che si chiama David Lynch, canta una canzone alla radio, insieme alla sua band, The Platters. La canzone, grazie alla diffusione consentita dal mezzo radiofonico, riempie le case e racconta del suo desiderio d’amore in una preghiera. Molti anni dopo, un uomo, stranamente suo omonimo, attraverso la diffusione consentita dal mezzo televisivo, riempie le case e racconta al mondo del suo desiderio di verità in una preghiera. Sceglie di raccontare la storia di una donna, che somiglia incredibilmente nel suo immaginario a una giovane diva chiamata Marilyn. La ragazza viene scelta per raccontare delle atrocità del Progetto Bluebird, poi divenuto Artichoke e poi MkUltra, quindi, ipoteticamente Monarch. Fa di tutto per farsi capire. Parla di rose blu,  di velluto blu, di luci blu e di donne con i capelli blu, di “blue book” pur di non nominare il famoso uccellino “Bluebird” che dava il nome a una serie di pratiche inumane volte a scomporre piccole menti per far nascere personalità multiple, alcune delle quali perfette per quelle arti di canto e cinema che tanto condizionano e appassionano le masse. Tali pratiche, simili a rituali in tutto e per tutto, venivano condotte (questa è una storia di fantasia che riguarda il passato, lungi da me ricondurla a qualsivoglia azione tutt’ora in uso), da persone che avevano conoscenze superiori, probabilmente per sua stessa esperienza in anni di gioventù, come altri figli di collaboratori del governo nello stesso periodo, quali il piccolo Jimmy figlio dell’ammiraglio Morrison, che per anni ha cercato di raccontare la sua stessa storia. Un piccolo gruppo di adepti, adoranti di strani Gufi nei boschi, devoti a Saturno e molto potenti rispetto ad altri essere umani, sfrutta l’aiuto di entità superiori alla razza umana, unendosi da ogni parte del mondo affinché il male possa essere sprigionato in tutta la sua grandezza, con riti in cui l’energia riesca addirittura ad avere potere creativo. Una detonazione di malvagità, chiamata prima Trinity e poi in altri modi, che superi le regole della fisica umana e che, con pretese metafisiche, liberi l’Anticristo. Nel raccontare la sua canzone di verità, quest’uomo cita quasi a memoria chi prima di lui ha voluto dare indizi a proposito dei meccanismi attraverso i quali la verità viene mistificata e le prove nascoste. Invita a rovistare tra antichi simboli lasciati da quelle stesse civiltà perdute e provenienti da altri mondi, che forniscono le chiavi per la conoscenza superiore utilizzata dai malvagi. Tenta di mettere insieme i pezzi di un puzzle che appare chiaro: gli omicidi presidenziali, le star del cinema e della musica coinvolte in pratiche di abuso al fine di perpetrare l’adorazione, i contatti e gli accordi nella stipulazione di quello che è un “negozio d’anime conveniente”. Non viene compreso, così torna, anni dopo sui suoi passi. Racconta un’altra storia. Racconta stavolta la storia di quando 27 anni prima aveva voluto raccontare la storia che nessuno aveva capito. Per chiarire l’intenzione infarcisce stavolta la narrazione di omaggi ai suoi massimi ispiratori. Fa del suo racconto una summa dei suoi totem: da Kubrick, maestro massimo da cui prende immagini e musiche, tra cui la Trenodia per le vittime di Hiroshima di Krzysztof Penderecki, a Kafka, a Bushnell Keeler, a Fellini, a chissà quanti ancora. Ci riporta davanti alla diga di  Hungry Horse, tra le Rocky Mountains,  dove ospitato a 14 anni dagli zii, qualcosa deve aver sconvolto la mente di adolescente, rivelando il bianco degli occhi  e facendolo sprofondare nel buio più nero. This is the water. And this is the well. Drink full and descend. The horse is the white of the eyes and dark within. Ci dice quindi che, come Leo, quell’uomo è stato in un qualche modo rinchiuso in un Cavallo Affamato.  Intitola il luogo in cui si svolgono i fatti come la sua azienda di produzione “Rancho Rosa”. Ci fa rivedere l'”autostrada perduta”, prima della curva che segna una svolta nel racconto. Insiste nel dire le stesse cose che aveva detto prima, come a richiamare l’attenzione dicendo «Eccomi, sono io, e di questo parlavo, ed è lei che ho creato, Laura, per dirvi come stanno le cose. Vi parlo del fuoco dell’Inferno per farvi sapere come gli adoratori del Demonio vendono le nostre anime, in cambio di conoscenza e potere. » Raccontare come stanno le cose, in un preghiera di verità.

O forse  celebrarle, questo sarà sempre il mio grande dubbio.

Chi è quest’uomo, dalla cui mente, dalla cui elettricità neuronale, nasce Laura, poi consegnata alla dea Astarte, di cui Didone è emanazione ?

Lo vediamo così, protagonista nel suo mondo, nel teatro di finzione che ha scelto per i suoi racconti, quello in cui bisogna fare Silencio per non dire troppo, accanto al consueto simbolo massonico che gli consente di comunicare, una campana  che lo avverte di quel che accade nel mondo reale.  Lo chiameremo “???????”, ma scopriremo poi, dalla  colonna sonora ufficiale di questo racconto, nel brano a lui dedicato, che altri non è se non The Fireman, l’uomo che spegne il fuoco. L’uomo che denuncia il fuoco e cerca la verità, poiché la prima risorsa del male è la mistificazione.

Ora, mi andava anche bene la storia lì degli alieni che salvano la Terra proprio nel giorno in cui nasce Bob.

Ma questa storia di un giovane regista, o dello spirito che di lui ha preso possesso, entità aliena (Announaki) devota alla dea Tanit, mi spaventava molto, molto di più. Anche alla luce delle accuse (infondate) di Michael J. Anderson.

“He totally did NOT rape his own underage daughter and then write a television series about it. She totally has NOT lived under a DEATH THREAT from her own father, all her life if she ever told. He NEVER had his “best friend” murdered. And he DEFINITELY NEVER suggested to me that I should kill myself! There’s a whole bunch of other stuff he never did either.”

Fa paura vero? Bene, ne ho bisogno: è meglio che non dorma, se voglio ritrovare in fretta Dale.

Passo e chiudo.
Diane

 

P.S.

Qualcuno mi ha chiesto di cosa parla secondo me l’episodio 8. Credevo di averlo detto, ma sarò più precisa: nell’episodio 8 il regista cita sè stesso e rappresenta sé stesso intento nella creazione di Twin Peaks, sottolineando perchè era così importante “creare” Laura Palmer. Nel ritorno non aggiungerà forse nulla a quello che ha già detto, vorrà solo raccontare perchè ha scelto di dirlo. E’ per questo che infarcisce questo ritorno di omaggi ai suoi più grandi ispiratori, per dire che Twin Peaks “The Return”, parla di sè stesso,  e racconta  di quando e perchè ha creato “Twin Peaks”. 

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4 comments

  1. coop

    Continuando a parlare di nomi anche il capo di Dougie, Bushnell, non ha un nome a caso.. è il pittore papà di un amico di Lynch se non sbaglio la cui conoscenza rappresenta un punto di svolta per Lynch stesso. Pertanto anche nella serie avrà un ruolo non da poco immagino.. l’attore stesso Don Murray è un bel tipo. E poi quel poster di lui boxer che guarda sempre Dougie.. li combatte contro un certo Mullins (nella realtà un altro complottista coi fiocchi)

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