Passaggio a Nord-Ovest

 

 

 

 

Decifrare un codice richiede la conoscenza di un alfabeto. Per imparare a leggere è necessario imparare il significato dei simboli. E’ questa la mia missione, da quando Dale, il vero Dale intendo, non il suo doppelganger, è scomparso senza lasciare alcuna traccia: decifrare il codice di Godon affinché io, un’umile segretaria, possa capire come sono andate le cose, e per quanto ne so continuano ad andare, come in una spirale di eventi ripetuti, lì a Twin Peaks. Per questo sarà bene iniziare dalla lettura di quei simboli che Gordon considera basilari, tanto da volerli ripetere episodio dopo episodio. Cosa mi dice negli “Opening Credits”?

  • Il Tordo Vario: prima di tutto abbiamo un’indicazione precisa riguardo al luogo in cui i fatti si svolgono. Questa incantevole creatura, primo protagonista della scena, abita esclusivamente nel Pacifico nord-occidentale, tra i Douglas firs. Non è un abitante delle città ma solo di quei boschi. Quel che accade in questa storia, accade dove nulla fa mai notizia, silenzioso e misterioso, dove l’opera del male non dà nell’occhio. Ma ricordiamoci il primo monito della Signora Ceppo: «La storia di Laura è la storia di tutti ». Questo significa che come il Tordo è spettatore di gravi fatti in un posto piccolo, noi tutti potremmo abitare un luogo apparentemente tranquillo, dove si nascondono gravi segreti.  Detto anche Tordo eremita, il suo canto è quanto di più dolce esista in natura. Sì, lo so a cosa state pensando: «Qui gli uccelli cantano un grazioso motivetto» . In effetti la Loggia Nera, come sappiamo, è accessibile proprio dai boschi di Twin Peaks. Perchè proprio quei boschi? Forse sono, come già intuito, una rappresentazione della mistificazione, un luogo “apparentemente” tranquillo. O forse no. Forse la scelta di questa regione in particolare è legata ad altro. Potrebbe essere interessante un riferimento alla popolazione nativa americana del luogo. Scegliere questo posto significa scegliere le loro conoscenze? La Snoquolmie Tribe,  popolazione abitante di questi boschi  dal 1844, potrebbe con leggende e conoscenze rispondere ai nostri quesiti sulle vicende di Twin Peaks? Sappiamo quali sono i quesiti, non è vero amici? E il tormentone “Chi ha ucciso Laura Palmer?”, nella testa di Cooper continua a essere “Chi ha ucciso Kennedy?“. Forse le parole di Hawk a proposito delle Logge  è un aspetto fondamentale. Il Tordo ci dice «Attenzione a questi boschi. Le leggende che li popolano raccontano una verità importante»
  • La Segheria: dalle canne fumarie della segheria esce del fumo. Anche qui cito  a memoria Margareth «Il fuoco è il diavolo celato nel fumo». Cosa succede nella segheria? I tronchi d’albero vengono tagliati, lavorati, ridotti in prodotti per uso e consumo umano. In una delle scene tagliate, che possiamo vedere poi nella sezione missing scenes del box set in blue ray, si vede Pete discutere con un cliente (è l’anziano direttore di banca) a proposito di come nel preparare le assi alcuni millimetri vengono persi durante la lavorazione. Qualcosa viene perso nel passaggio da uno stato all’altro. Gli alberi sembrano essere i depositari dell’anima, se crediamo a quel che la Signora Ceppo ci racconta, o se è vero che l’anima di Josie Packard è intrappolata in una maniglia di legno. Quindi all’interno della segheria il fuoco consuma le anime. Gli opening credits sono le premesse per tutta la storia. La sigla è la cosa che Gordon ci dice “a priori” e ogni volta la ripete. Quindi per capire Twin Peaks prima di tutto dobbiamo sapere che  questa è una storia in cui si parla di anime e di “qualcosa” che le consuma. Come il fuoco che le brucia e, ancora più importante, il fuoco che forgia le lame e gli strumenti con cui trattare le anime.
  • La scintilla: la macchina che forgia le lame lo fa attraverso il fuoco, le scintille appunto e, ovviamente, l’elettricità. Questo è il percorso: attraverso l’elettricità, il fuoco forgia lo strumento per tagliare il legno e, attenzione!, lo fa in maniera ciclica. Lo strumento mentre viene forgiato ruota e ogni volta, alo stesso modo, ripropone la stessa parte di sè. Come il tempo che, circolarmente, ripiega su sè stesso mentre gli eventi si susseguono. Sempre con la stessa modalità.
  • Il tronco d’albero: il grande “log”, simile in tutto allo stesso portato da Margareth è qui simbolo dell'”Americana”, dove come Americana si intende l’insieme elementi culturali che rappresentano tutte le comunità degli Stati Uniti. Il grande Tronco qui è l’America intera, o forse la Terra intera. L’insieme di tutte le anime del mondo. Ricordando che la storia di Laura è la storia di tutti, il destino di tutte le anime del mondo è lo stesso.
  • I due picchi: le due cime,visibilmente rappresentate come “poco realistiche” cartello di  benvenuto, indicano forse due piramidi di potere? Due gerarchie? Proviamo a fare ipotesi: i due mondi, gemelli e specchiati, rispondono ciascuno a una diversa gerarchia. C’è qualcuno che veglia su questo mondo e lo gestisce e qualcuno che veglia sull’altro mondo e lo gestisce. La strada che porta a Twin Peaks è il percorso che porta alla scoperta di quei segreti su cui le due cime vegliano. A proposito della strada: ricordate gli indizi che Lynch diede, un po’ giocando, per risolvere gli enigmi di Mulholland Drive? Tra questi non c’era forse anche l’invito a prestare attenzione al luogo, alla strada, in cui l’incidente avviene? Ecco, come in Mulholland Drive era importante prestare attenzione alle colline intorno a Hollywood, qui è fondamentale capire che quella è la strada che porta proprio ai boschi di Twin Peaks. Una curiosità sulla popolazione: ovviamente doveva essere di 5120, non di 51.201. Ma ci fu una discussione in merito al fatto che una comunità così piccola, come in effetti viene rappresentata, non avrebbe una propria giurisdizione come in effetti ha. Il primo script riportava il numero di 5120, ma a seguito dell’errore, per non cambiare i credits, la produzione chiese a Lynch di cambiare idea sulla popolazione di  Twin Peaks.
  • La cascata: identificativa ancora una volta del posto, ma anche metafora di “qualcosa di nascosto”. L’acqua che scende nasconde una parte retro, un’antro spesso scavato nel letto del fiume alle spalle della cascata. Cosa si nasconde dietro la cascata? Ian Baker (The Heart of the World: A Journey to the Last Secret Place, 2004) ci ricorda che la cascata è un simbolo importante nella religione tibetana « an interface between the physical and ethereal universes — the worlds of body and spirit. And some doors cannot be opened, until they open in us first.» (un interfaccia tra il mondo fisico e l’universo etereo, il mondo del corpo e quello dello spirito. E alcune porte non possono essere aperte, prima che esse stesse si aprano dentro di noi.)
  • Lo specchio d’acqua: Ed ecco che una volta seguita la cascata (il passaggio tra questo mondo e l’altro) si arriva a capire che “Come in cielo così in terra”. Lo specchio d’acqua mostra il riflesso del mondo circostante. Quegli stessi alberi, le anime, si riflettono sull’acqua in un mondo illusorio. Ma chi può dire qual è la vera illusione? Solo due anatre, nell’ultima immagine, riescono a lasciarsi portare dalla corrente, attraversando i due regni e restando a metà, sul filo, portate dalla corrente. Le due anatre che simboleggiano per la religione tibetana,  l’amore puro. L’unico in grado di aprire le porte e di salvare le anime.

Era ora, silenzio. Che storia abbia inizio.

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