Invito all’Amore

A Twin Peaks è notte. E pare sia una notte blu. Con una luna blu. Non voglio insistere sulla stranezza dei cicli lunari in Twin Peaks, indizio o svista ampiamente discusso nella trattazione dell’episodio precedente, ma sul blu un paio di paroline le spenderei. Pare sia il colore preferito di Gordon/Lynch. Sarà perché nella realtà abita in via delle Rose Blu a Los Angeles o forse per quel suo pallino nei confronti dei casi “Rosa Azzurra”. Desmond non hai mai voluto rivelare a Stanley quale fosse il significato della rosa blu appuntata sul petto di Lil, ma possiamo ragionare così: la rosa azzurra in natura non esiste, dunque i “casi rosa azzurra”, sono quei casi che hanno a che fare con eventi o forze soprannaturali. Oppure, e qui tiro fuori il cartello “non sono cospirazionista, sono i cospirazionisti che mi disegnano così”, il riferimento al “Project Bluebook”, citato dal maggiore Briggs (e pare realmente esistito) potrebbe lasciar intendere che Twin Peaks sia il luogo perfetto per i famosi rapimenti alieni. O ancora, e qui gioco di fantasia, rimandare la riflessione al fatto che la Terra, chiamato anche il pianeta blu, è il posto in cui i fatti di Twin Peaks accadono, in quanto riflesso di quel che accade in uno spazio-tempo diverso. Ecco. Questo è il punto su cui a mio avviso si centra la riflessione legata all’intero episodio sei: e se quello che viviamo qui, in questa percezione di realtà, fosse una specie di sogno, o meglio, una soap-opera, riflesso di quel che realmente accade altrove? «We live inside a dream», direbbe Philip Jeffries, ma, forse meglio ancora, viviamo qualcosa che qualcun altro guarda da fuori come noi guardiamo Invito all’Amore?
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Se fino a questo momento Gordon/Lynch ci ha fornito elementi di un codice, da questo episodio in poi, dal momento che con alcuni di questi elementi iniziamo a predere più confidenza, ci fornisce una metafora completa, un concetto. Ci arriveremo man mano. Intanto vi propongo un gioco matematico. Quanti anni ha Audrey Horne? Dice di averne diciotto, e così è. In questa notte blu, Dale con lei fa il galantuomo, e la convince che non sarebbe giusto per lui cedere ai piaceri della carne con una ragazzina, non solo molto più giovane di lui, ma anche innocente, ingenua, pura. Dale è un angioletto, insomma, eppure Gordon/Lynch ci fa vedere un bel paio di corna sulla sua testa. Sarà forse perché il futuro (o magari è già il presente) ha in serbo per lui altri piani? Insomma, amici miei, quanti anni ha Annie Blackburn? Diciannove. Decido di lasciar correre e sorrido al pensiero della storia del pifferaio magico, che, svelato il suo lato oscuro, attira a sé l’innocenza di tutti i bambini di un paesino, conducendoli a una triste fine.
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Ah, a proposito del nostro allegro pifferaio dei boschi: sapete perchè Dale non ama gli uccelli e preferisce lasciare ad altri le cure di Waldo? La riposta è nella sua autobiografia, ricavata dalla trascrizione dei nastri registrati in gioventù:
mamma e gli uccelliSchermata 2015-10-27 alle 11.35.49Se volete saperne di più a proposito di Dale e sua madre, vi consiglio di dare un’occhiata a questo estratto dalla sua autobiografia. Dopo questa intuizione, riguardando l’episodio sei, mi è venuto in mente che forse dovevo tornare a leggere le trascrizioni di quei nastri registrati in gioventù. Non sono giunta a nuove conclusioni, piuttosto ha assunto maggiore importanza l’ipotesi onirica: la vita di Dale pare davvero un grande sogno, o anche un film, dove tutto è collegato. Mi concedo una digressione semplificativa: i fratelli Wachowski hanno saputo fare con Matrix una cosa che Gordon/Lynch non avrebbe mai scelto di fare, e cioè essere chiari. Lo so, non avrei dovuto, ma era il modo più facile per farvi entrare nell’ottica di questo sesto episodio. Abbiamo conosciuti gli abitanti di Twin Peaks come simpatici paesani appassionati di torta, natura e serate in famiglia e li riscopriamo: assassini, adulteri, cospiratori l’uno alle spalle dell’altro, drogati, trafficanti e lussuriosi.
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Il triangolo Leo-Shelly-Bobby diventa pericoloso, ma mentre Leo si era rivelato un losco individuo sin dall’inizio, è Bobby Briggs che non ci dà tregua, continuando a rivelare continuamente diversi lati della sua personalità. Quando penso a lui mi vengono subito in mente tre immagini: Bobby che cammina all’indietro, Bobby che piange parlando di come Laura l’avesse corrotto e Bobby che vestito in giacca e cravatta si lega a Benjamin Horne. Bobby Briggs è il simbolo del passaggio dei ragazzi dalla loro innocenza al loro doppelganger corrotto. Ma la domanda è: esistono realmente due entità per ciascun individuo o quello che abita il pianeta Terra è il riflesso generato dalle forze opposte che si combattono continuamente in quella dimensione che include le due logge? Io credo che la piccola Audrey Horne, ad esempio, sia il riflesso di due energie legate all’immagine di Audrey, che vive come in un sogno, quel che la sua anima combattuta, proietta da un’altra dimensione. Così, a Twin Peaks, Audrey vende i profumi di “Invito all’Amore” e gioca a fare l’investigatrice, l’anima di Audrey, chissà dove e chissà quando, vive la lotta continua tra le influenze del bene e quelle del male sul di lei.

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Non sto dicendo che gli elementi del codice, anche quelli con cui abbiamo confidenza, siano assenti in un episodio, che comunque lascia che la trama si srotoli più veloce invitando alle prime supposizioni a proposito dell’enigma “Chi ha ucciso Laura?”, sto dicendo che qui tali elementi convincono tutti insieme a guardare alle vicende di Twin Peaks, e quindi, come dice Margaret alle vicende del mondo intero, come alle vicende di una pièce recitata. O anche di un sogno. E, si sa, i sogni vengono meglio se si dorme profondamente. Ma attenti se il sogno è questa vita allora sarà il caso di restare ben svegli per continuare a restare impigliati nel sogno. Una volta al giorno, tutti i giorni, fatevi un regalo: drogatevi. Di caffè o di zucchero, ovviamente eh.

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Se avete nostalgia di elementi di codice da tradurre ve ne fornisco qualcuno al volo, lasciandovi divertire con la traduzione. Salterò quello dell’unicorno, donato alle innocenti per favorirne l’ingresso nella tana del bianconiglio, perchè ovvio. Accennerò al fatto che il pericolo alla spalle di Norma è un tenero orsacchiotto ( e dell’orso abbiamo già parlato) ma forse dovrebbe avere più paura di Hank che ha scelto di mettersi in tasca un accendino lasciato sul bancone, invitando il fuoco a “entrare nelle sue tasche”.
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Di sogni ha bisogno soprattutto Nadine. Nonostante il suo occhio solo, che tutto vede, le tende che si chiudono silenziosamente (come fossero un sipario) non sono sembrate una cosa così innovativa, e così si perde nelle scende di “Invito all’Amore”, senza rinunciare alla vistosa campana massonica poggiata sulla sua Tv. Su, non ricominciamo con questa cosa del cospirazionismo, vi prego. Ormai l’avrete capito: non è importante cosa credo io, l’unica cosa che ci interessa è che quei simboli ci siano e che Gordon /Lynch abbia scelto di metterceli.

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Come le scarpe di Lolita che hanno gli stessi colori del pavimento bianco e nero. Come il vestito di Blackie (ricordiamoci che nel codice di Gordon “vestito ricucito” significa droga). Come il tripudio di corna sulla testa di Blackie e di tutti i presenti al “One Eyed Jack”.

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Ma c’è un elemento strutturale, architettonico per la precisione, che stavolta ha particolarmente attirato la mia attenzione. Avete mai fatto caso a quante volte ci viene mostrato il soggiorno dei Palmer dallo stesso punto di vista? C’è uno spazio oltre due colonne laterali in cui si svolgono scene importanti, con un punto di fuga centrale da parte dello spettatore. Ve lo mostro, così sarà più chiaro.
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Avete mai visto l’immagine stilizzata di una loggia massonica e del suo corrispettivo nel Tempio di Salomone? Non voglio farvela vedere, perchè potrete trovarla ovunque. Voglio però farvi vedere un’altra cosa che credo vi piacerà. Anche voi non riuscite a spiegarvi cosa del soggiorno dei Palmer vi fa tanto pensare a Stanley Kubrick? per me è stato così. Sentivo la sua presenza ovunque, ma non capivo bene dove. Ecco dove:

Non siete convinti, vero? Pensate alla Loggia Nera, ad Eyes Wide Shut, al soggiorno dei Palmer, a Kubrick, alle statue, alle colonne e datevi delle risposte. Anche fossero risposte sbagliate, cullatele per un po’. Poi dimenticatele. Andiamo avanti.
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Avanti ma sempre in casa Palmer. Chissà se qualcuno si ricorda di Johnny che, nell’episodio pilota col suo simpatico copricapo di piume, sta curiosando nella sua casa di bambole. Come noi tutti siamo spettatori di una soap-opera, consapevoli del fatto che sia tutto un’illusione, allo stesso modo alcuni, come gli sciamani per le tribù dei nativi americani, riescono ad astrarsi dal contesto e a guardare le cosa con altri occhi. Così Johnny, piangendo Laura, guardava in casa sua, luogo in cui si cela il suo assassino, che Gordon/Lynch, inizia a rivelare proprio in questo episodio sei.
Che fanno i potenti nel frattempo? Mangiano gelato.Ora, qui ci sono degli elementi di codice che non possono non significare qualcosa, ma cosa? Prima di tutto ancora questa storia degli islandesi che non mi fa dormire, poi: il gelato, la pigna brandita da Jerry, gli alberi. L’unica cosa che so è che tutto questo significa qualcosa. Non è vero. Sulla pigna avrei tante cose da dirvi. Sulla ghiandole pineale e sul terzo occhio. Ma ho trovato un documento molto illuminante (la scelta dell’aggettivo mi pareva divertente) che voglio proporvi. Eccolo qui.

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Il sogno di Audrey nel frattempo si fa sempre più pericoloso. Pare sia entrata in in una specie di Loggia Nera. E contrariamente all’immagine ingenua che la piccola Audrey rimanda è una che con le ciliegie ci sa fare. Pare che solo in casa della Signora Ceppo , in tutta Twin Peaks, non ci siano ciliegie. Non possono mancare nel drink di Blackie, grande dispensatrice di ciliegie da quelle parti.
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Ma saltando di drink in drink, alcool e zucchero in quantità, voglio chiudere la trattazione del sesto episodio proprio col raffronto tra ciò che lega ciascuno dei personaggi della piccola cittadina al confine col Canada, con noi tutti, che ne seguiamo le vicende. Essi, ignari di ciò, sono per noi quel che per essi stessi sono gli attori di “Invito all’Amore”. Ma, se quel che accade in Twin Peaks accade in tutto il mondo, chi è che guarda noi come se fossimo gli attori di un’illusione?
Abracadabra e buonanotte.

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4 comments

  1. Alagia

    Ciao! Ho letto quasi tutto di questo sito e ne sono rimasta stupefatta per lo studio, la ricerca, l’impegno e la passione che vi sono dietro! Penso che verrebbe fuori un bel risultato facendo lo stesso con Breaking Bad o True Detective. Grazie per l’ottimo lavoro che fai!

    • Diane
      Author

      Grazie mille Alagia! La prima stagione di True Detective è infatti nei progetti miei e di chi lavora con me. Lì l’ispirazione a Twin Peaks è stata fortissima e vengono trattati tanti temi affrontati anche da Lynch e Frost. Grazie per il tuo supporto e a presto! <3

      • Alagia

        Hai intenzione di fare altri articoli-codice? Perchè se tu lo facessi per ogni episodio sarebbe grandioso. Appena ho scoperto questo sito giorni fa ho fatto nottata pur di leggere tutto. Complimenti ancora!

        • Diane dell'FBI
          Author

          Alagia! è appena uscita l’analisi dell’episodio 7! Vai a cercare tra gli articoli del codice 😉

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