Come in cielo, così in terra.

Sono giorni che non faccio altro che guardare questa mappa. E’ un disegno di Gordon. Semplice, schematico, basilare. Non ci sono indicazioni dettagliate dei luoghi in cui la vicenda che ha causato la morte di Laura si è svolta, ma non so perchè, è proprio la sua semplicità mi ha portato a fare strane associazioni di idee. Le intuizioni sono così: arrivano di colpo, inizi a cullarle e neanche te ne accorgi, finché non diventano delle vere e proprie idee. Ho pensato subito alle piramidi. Anche voi?

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Eccomi a Giza. Con la strada che passa tra la piramide di Cheope e quella di Chefren, come fossero le due cime che si stagliano all’orizzonte prima del confine tra Stati Uniti e Canada, mentre a destra la necropoli ricorda un po’ i boschi del Ghostwood. Questa cosa mi terrorizza. Non so nulla sull’antico Egitto e anche volessi diventare un’esperta passerebbero altri 25 anni. Quindi ho iniziato a cercare informazioni alla rinfusa e sono approdata su un altro indizio, apparentemente senza correlazione alcuna con Giza: San Francisco. Probabilmente avete sentito parlare delle Twin Peaks di San Francisco. Si chiamano proprio così e sono due colline che danno il nome al quartiere più alto della città, proprio al centro. Qualche burlone si è divertito tempo fa a sovrapporre la mappa delle Twin Peaks a quella della Piana di Giza. Ecco il risultato nella foto qui in basso, dove in blu la disposizione delle piramidi, ruotate rispettivamente di -33 e 147 gradi e in giallo le Twin Peaks.

twin peaks frisco

Dove mi porta questa traccia? Ho una proposta: se l’intuizione trova riscontro nella vostra curiosità, chiunque voglia fare ipotesi è il benvenuto. Nel frattempo, prima di iscrivermi a un corso di a “Storia delle Religioni nell’Antico Egitto” mi aggrapperò all’ipotesi fiabesca più diffusa tra gli appassionati di piramidologia (non ho inventato la materia, esiste realmente. Fa ridere, lo so): la Teoria della Correlazione di Orione.In sintesi Graham Hancock sostiene che le piramidi furono progettate grazie alla conoscenza di come le stelle apparivano circa otto millenni prima rispetto alla loro datazione ufficiale (dato che la teoria della correlazione di Orione sostiene che siano allineate in quel modo, come il cielo di 12.500 anni fa), il che richiede l’esistenza di una conoscenza superiore a quella disponibile a chi costruì le piramidi. Arriva quindi chiaro il rimando all’ipotesi di una civiltà di ottomila anni precedente agli Egizi, molto evoluta tecnologicamente, scomparsa senza lasciare tracce. O meglio, lasciando tracce in quello che sarebbe dovuto essere il loro futuro. Come in cielo, così in terra. Torniamo a noi. Il tema del viaggio nel tempo assume una forma completamente diversa quando si parla di un universo parallelo, simile a quello del sogno, in cui il tempo non è lineare. Io insisto sempre con il riformulare correttamente la domanda tormentone. Non “Chi ha ucciso Laura Palmer?” ma, chiunque l’abbia uccisa, “Quando l’ha uccisa?”. Siamo ovviamente nell’oscurità di un “futuro passato” e continuiamo a girare intorno allo stesso paradosso. Come questo sia collegato alla costellazione di Orione non mi appare chiaro, ma sento che le due cose sono in connessione. Il rimando a simboli della mitologia egizia è continuo e sempre sottolineato nella trattazione dei singoli episodi, dalla prima inquadratura della raffigurazione di Anubi al richiamo del Dio Amon, quando Bobby urla Amen al funerale di Laura, vi basterà cercare. Se poi siete un passo, due o tre avanti a me, vi sarà grata se mi farete luce lungo il cammino: la strada che porta ai dodici sicomori non è mai abbastanza illuminata. Grazie.

Diane

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