La sostanza di cui sono fatti i sogni

Guarda qui l’intro della Signora Ceppo per l’episodio 7

Spoiler Alert!

A Twin Peaks arriva la notte delle domande e nessuna risposta ci sarà prima che sia l’alba, solo colpi d’arma da fuoco, a risuonare,  da una stanza all’altra. L’alba di un nuovo giorno non sorgerà prima di una nuova stagione, ed ecco spiegata la presenza di tali domande. Chi ha colpito il Dottor Jacoby? Catherine  e Shelly sono sopravvissute alle fiamme?  Quale patto lega Josie e Hank? Bobby riuscirà a incastrare James? Ma soprattutto, chi ha sparato a Cooper? Il tempo sarà galantuomo, come Cooper vestito da damerino nel giocare a Black Jack. Per ora, quel che è chiaro, come annuncia nell’intro la Signora Ceppo è che chi è malvagio non puo’ fingersi buono e viceversa. Il Dottor Jacoby, fino a questo momento in dubbio di santità, è effettivamente un personaggio positivo e non avrebbe fatto del male a Laura, almeno non intenzionalmente. La sua relazione con Laura, che in questo episodio viene chiarita in termini di intimità, ci dà un unico indizio: Laura conosceva un mondo alternativo, parallelo, l’accesso al quale è controllato da chi, da sempre,  non vuole che il segreto venga diffuso. Sssh! Avete sentito la musica tipica del momento da cospirazione? Bravi, ci stiamo inerpicando proprio lungo una di quei fantasiosi percorsi mentali. Il Dottor Jacoby è sempre più Terence Mckenna. Inequivocabilmente. E’ proprio l’apertura dell’episodio sette a confermarcelo. Le Palme. La musica, le maschere, la noce di cocco, la camicia hawaiana. Terence McKenna amava le Hawaii, ha sposato un hawaiana ed è vissuto lì nell’ultima parte della sua vita.
palme maschere
Ma quello che mi ha definitivamente convinto, nei ritrovamenti di Donna e James sono gli ombrellini. Tali piccoli accessori, vengono utilizzati, dal Dottor Jacoby a mo’ di “segna eventi”, come facilmente deducibile. Tant’è che il primo trovato da James indica la data dell’allunaggio. Perchè proprio tale evento e non un altro? camicia hawaianaombrellini
La Teoria della Novità introdotta da McKenna, era volta ad individuare nella storia dell’uomo quegli eventi in cui il fattore “novità”, che descrivere la forza energetica di un determinato momento storico, è particolarmente elevato. Seguendo lo schema secondo cui questi eventi si ripetono, in modalità ciclica, come una spirale, il tempo si srotola in una serie di cerchi concentrici “prevedibili” da un inizio a una “fine”, teorizzata attraverso il grafico che lui chiamava Timewave Zero. L’argomento è affascinante, ma non puo’ essere approfondito qui, da me che ho cose più importanti da fare, tipo scoprire che fine ha fatto il mio capo. Tuttavia uno dei momenti topici, tra quelli individuati da McKenna, anzi, fondamentale, è proprio il giorno dell’allunaggio. Non è dunque un caso che qui il nostro Gordon Cole/David Lynch qui ce lo metta proprio in bella mostra come a dirci: «Jacoby è McKenna. Punto» Ma perché per noi è così importante, nel decifrare il codice, associare Laura Palmer a McKenna? Se avessi detto associare Marilyn Monroe a McKenna qualcuno sarebbe saltato sulla sedia? Spero di no, visto che questo punto è stato ampiamente chiarito. Cosa conosceva Laura di tanto caro a McKenna? Forse un segreto per “passare dall’altra parte”. In effetti, come si vede in Fuoco Cammina Con me, nell’incontro con la signora Tremond/Chalfont, Laura riceve in dona una specie di “porta” e durante la notte “passa dall’altra parte”. Ora qui, cari amici seguaci di Cooper dovete fare uno sforzo e dovete iniziare a pensare come lui. Come Dale intendo. Cioè come Gordon. Cioè come Lynch.

« Le idee sono simili a pesci, se vuoi prendere un pesce piccolo puoi restare nell’acqua bassa. Se vuoi prendere il pesce grosso devi scendere in acque profonde » (Lynch, In Acque Profonde)

Il pesce è la conoscenza. Il pesce grosso è la DMT. Quando sogniamo il nostro corpo, attraverso la nostra ghiandola pineale, per quanto calcificata, produce una piccola quantità di DMT. Introducendo nel nostro corpo una dose maggiore di DMT, rispetto a quella prodotta naturalmente, attraversiamo quella porta, da svegli, in pochi attimi e restiamo”di là” per qualche minuto. Dai racconti dello stesso Terence McKenna, quel “di là” è popolato di strani personaggi, una specie di elfi, di statura ridotta, che sembrano “danzare” al nostro cospetto. Un po’ come Jacoby si vede danzare in una delle scene tagliate (foto in basso), originariamente presente nel primo episodio. Sono “uomini di un altro posto”, men from another place, appunto.

jacoby dances 01

jacoby dances 02

In questo episodio Lynch/Gordon vuole mostrarci una connessione tra le ricerche di McKenna e la vita di Laura. E tra quel posto visitato da Laura e la capacità, naturale, di Dale di entrarvi. Nel sogno, o con l’amore. L’amore la paura, e la DMT, prodotta durante la fase R.EM, quindi durante un sogno, aprono le porte. Perché questa connessione? Forse Laura aveva “conoscenza” di meccanismi oscuri a molti e accessibili solo ad una (ormai possiamo dire già discussa) elite? Seguitemi al tavolo da gioco, dove Dale dimostra di far parte proprio di quell’elite. Non a tutti è concesso l’accesso al gioco.
one eyed roulettedale tuxedo

L’occhio che tutto vede, che si chiami o meno Jack (One Eyed Jack), gira tra i numeri mentre in sottofondo si sente la voce di Big Ed che dice di non essere portato per il gioco, per questo continua a perdere. Subito dopo si distingue chiaramente la voce di una signora che dice di non avere soldi a sufficienza per sedere al tavolo da gioco, e il croupier, intransigente, le ricorda che occorre avere più soldi per poter giocare. Dale, al contrario è perfettamente inserito all’interno di quel contesto. Tanto che una ragazza gli fa proposte segrete all’orecchio. Dale fa parte di quel mondo in cui i giochi sono sorvegliati da chi vive in quel posto dalle tende rosse che somiglia molto a quel che Laura ha trovato “dall’altra parte” e Dale ha sognato. Quel posto in cui Audrey è andata a curiosare.
audrey at one eyed jack
Non è affascinante come la carta da parati del One Eyed Jack sia somigliante a quella della stanza in cui Laura entra, o sogna di entrare, grazie al quadro regalatole dagli Chalfonts? Forse non è la tappezzeria. No, non so bene cosa è, ma l’atmosfera me la ricorda.
tumblr_mla3egPwBs1s51pj0o4_250tumblr_mla3egPwBs1s51pj0o3_250 (1)tumblr_mla3egPwBs1s51pj0o2_250tumblr_mla3egPwBs1s51pj0o1_250 Ma torniamo al One Eyed Jack, dove Becky, distratta dalla bellezza di Audrey, interrompe la lettura dei tarocchi a cui si stava dedicando. Chissà cosa aveva letto in quella croce celtica. Forse il destino della piccola Audrey, che qualche minuto più tardi si guarda nello specchio proprio come Josie nelle prime immagini di tutta la serie. Audrey sta forse entrando in quel cerchio di fuoco in cui, non sappiamo ancora perché, Josie già si trova? Inoltre, non sembra forse anche a voi che il One Eyed Jack, così somigliante nei dettagli alla Loggia Nera, sia un perfetto luogo sopra un “negozio conveniente”, cioè il casinò? E sopra il “negozio conveniente” è esattamente il posto in cui Philip Jeffreys ha partecipato a “uno dei loro incontri”. Saltiamo la conversazione tra Dale e Jacques Renault, in cui quest’ultimo viene magistralmente soggiogato dall’astuzia di Dale. Di quella conversazione ci resta solo la spiacevole sensazione di disgusto nel vedere le labbra di Jacque muoversi, mentre raccontano dei soprusi a Laura. Ah già, qualcuno avrebbe potuto notare le due birre di Jacques. Perché due? E poi perché se ne beve una d’un fiato, quando si alza da tavolo, sono nuovamente intatte? Un classico errore di montaggio. Ma potrebbe non convincervi come scusa. Ricordate la Signora Ceppo nell’intro del 27mo episodio

«L’interpetazione erronea degli indizi è quello che noi chiamiamo “il nostro mondo”»

jack renault two beersblooper twin peaks

Forse le due birre sono come i due dadi sulla sua camicia entrambi recanti il numero 3: come in cielo così in terra. Due di ogni cosa. E lì dove il tempo è un’illusione (we live inside a dream) si puo’ creare confusione tra ciò che era e cioè che, magari di nuovo, è. No, forse convince di più la storia del bloopers. Se però vuol essere una metafora, be’, ancora una volta è geniale. Le due birre di Jacques comunque servono a suggellare un patto, ingannevole ovviamente, tra lui e il “finto importatore di droga”, cioè l’agente Cooper. Un patto. Come un matrimonio. Come un accordo losco che include un terribile segreto di morte. Come la sigla di un contratto tra uomini d’affari. Nell’ordine, tutti questi patti vengono illustrati e messi in discussione, proprio nei minuti che seguono, in quest’ultimo episodio della prima stagione.
leo e shelly donna haywardjosie e hank benjamin and ghostwood
Shelly tradisce Leo e il sospetto tra i due diventa odio, fuga e morte. Laura tradiva James e i ragazzi scoprono qualcuno che non conoscevano affatto. Hank e Josie ci svelano l’accordo di morte che li ha visti soci e che per sempre li terrà legati. Benjamin Horne sigla un contratto segreto che distruggerà i boschi di Twin Peaks e li trasformerà in una “foresta fantasma”. A questo punto raccogliamo le idee. Ci sono due aspetti fondamentali a cui Gordon vuole prestiamo la nostra attenzione prima di chiudere questa stagione:
Il primo riguarda la materia di cui sono fatti i sogni. Cito Shakespeare ovviamente. Ma cito lo stesso Benjamin Horne, proprio nella scena finale dell’episodio, quando si avvicina, ignaro, a sua figlia. Qui quel geniaccio di Mark Frost (qui è lui che scrive e dirige), omaggiando Hitchcock, ci presenta una possibilità d’incesto, dandoci un indizio sulla natura incestuosa della morte di Laura. Perchè Shakespeare? Era forse un illustre membro di quell’ elite così speciale che può sedere al tavolo da gioco e che sa destreggiarsi con la materia di questo mondo, qualunque illusoria materia sia? Illusoria sì, perchè se il sogno è così accessibile alla nostra psiche, come sosteneva McKenna, chi ci dice che l’intuizione di Philip Jeffreys non fosse giusta e che dunque non «Viviamo in un sogno.» ? In fondo quegli stessi sogni di celluloide sembrano così reali. Tanto che forse, nell’emulazione di quella soap opera così amata si finisce per scoprire che il nostro mondo potrebbe funzionare nello stesso modo. E’ tutto registrato, è tutta un’illusione. Lo sa bene Nadine, che nel vedere i suoi sogni infranti, sceglie una drammatica soluzione da Invito all’Amore (il biglietto nella busta sul vassoio somiglia moltissimo all’immagine della sigla della soap). E lo sa anche Leo, che prima di perdere i sensi, vede la sua realtà confondersi con quella raccontata sullo schermo.

nadinenadine suicide
invito all'amore
leo johnson
Quindi se c’è qualcuno che, immaginiamo dotato di superpoteri, puo’ interferire nella vita delle persone, cambiando l’illusione come uno sceneggiatore e un regista fanno con gli eventi in una serie tv (in fondo anche noi siamo spettatori di quel che Lynch ci racconta), nessuno potrà negare che un accordo con chi ha quei “superpoteri” (o magari conosce solo il segreto per potervi accedere), potrebbe risultare vantaggioso. E qui arriviamo al secondo punto fondamentale, che Gordon vuole chiarire prima che qualcuno spari a Dale: è importante capire chi fa un patto e perchè. Questi accordi, questi contratti, non rimandano forse a un’idea più generica di patto? Qaul è il patto sommo, quello da cui tutto dipende, quello dell’illusione suprema? Vi lascerò rispondere solo dopo avervi mostrato le corna in bella vista di Hank. hank the devil
E ora vi lascio pensare al Faust, a Dorian Gray, a Don Giovanni a qualunque esempio letterario, o cinematografico voi vogliate. Potete associare anche l’immagine del fuoco che divampa nella segheria, se trovate l’immagine stimolante. Se il Diavolo è un bravo regista, per lui non sarà difficile cambiare copioni, battute e scenari. Qui lo so, sto parlando più di Mullholland Drive che di Twin Peaks, ma io sono certa che l’unico modo per tirar fuori Dale da quel circolo vizioso dello spazio e del tempo che lo vuole rinchiuso nella Loggia Nera, sia cercare al Club Silencio. Questo sarà quel che scopriremo forse nella tanto attesa terza stagione. Per adesso, in chiusura della prima, prendiamo per i buoni gli indizi raccolti fino a questo momento, e speriamo che il latte non si raffreddi troppo. Alla prossima.
dale shotshooting dale cooper

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