Twin Peaks: il piano di Gordon

Cari amici,
ho riflettuto a sufficienza sul piano di Gordon a Twin Peaks e credo di poter parafrasare Cooper dicendo: la soluzione è un compito facile, decifrato il sogno, risolto il mistero.  Oggi, qui, davanti a un caffè dannatamente buono, preparato per me sola, ora che Cooper mi ha lasciato per sempre, sono pronta a dirvi come sono andate le cose. Lascerò l’analisi dettagliata delle singole parti a un confronto più stretto e diretto con voi negli articoli successivi a questo, ma oggi è il tempo delle risposte. Ciascuno la sua, come Gordon ci invita sempre a fare, ma se vorrete, questa mia versione dei fatti sarà un nuovo punto di partenza anche per voi.

Ricorderò per sempre quel nostro bacio accaduto in sogno, quando solo per un istante Gordon ha voluto farci incontrare nuovamente, fuori dai dodici sicomori e allo stesso tempo nell’ufficio dello sceriffo, esattamente come aveva previsto 25 anni prima.

Ma ora è tempo di dirvi chi sono, e tutto così sarà più chiaro.

Qui, solo per voi, io sono ovviamente Diane. Per Cooper sono quella che molti chiamerebbero anima gemella. Per chi vive e lavora con me in una certa città italiana, oggi nel 2017, sono una donna che si occupa di cinema, musica e comunicazione. Queste tre cose, questi tre piani della mia esistenza, sono contemporanei, e non sono gli unici tre piani in cui mi muovo e tra cui riesco a spostarmi grazie alle mie sinapsi. Benedetta elettricità! Forse inizio ad abusare di codici come Gordon, perché in questo mio pensiero c’è già la soluzione del gioco. Non è difficile quello che sto dicendo di me, pensatelo di voi: quante esistenze conducete? Pensate ad un’esistenza su più piani, dunque, e comprenderete a fondo Twin Peaks.

Partiamo dal piano esistenziale che per comodità chiamerò “realtà”, sottolineando il fatto che tuttavia nessun piano esistenziale è più “reale” di un altro.

Nella “realtà”, oggi 23 settembre del 2017 sono seduta davanti al mio computer e scrivo di quando, nel maggio del 1992 usciva un film ideato da David Lynch, anche regista, e Mark Frost, suo autore. Quel giorno io ero spettatrice di un film, delle vite dei personaggi, ma ero anche spettatrice della vicenda vissuta da David Lynch e Mark Frost. Esattamente 25 anni dopo, con una precisione cronometrica persino nel giorno, veniva presentata a Cannes la serie tv che aveva ispirato quel film, e a sua volta ispirata dalla serie tv andata in onda 27 anni prima. Nel maggio del 1992 veniva attuato il piano di Lynch e Frost, grazie alla complicità di uno dei loro personaggi preferiti. Il piano dava a entrambi la possibilità di, parafrasando Gordon: “to kill two birds with one stone”. I due obiettivi erano:

1 – denunciare il male perpetrato dalla razza umana attraverso i gesti tremendi compiuti da alcuni, in nome di Saturno

2 -riparare al torto subito durante la messa in onda della serie tv che voleva denunciare quegli stessi fatti. Il torto includeva: l’obbligo a snaturare l’essenza della serie rivelando un particolare insignificante dal punto di vista narrativo, cioè chi fosse l’assassino della protagonista; porre l’attenzione proprio sull’impianto narrativo anziché sul significato; impedire la prosecuzione del lavoro con la cancellazione della messa in onda.

Esattamente 25 anni dopo l’inizio del piano, quindi nel maggio del 2017,  Lynch e Frost, o se volete Gordon Cole e il Maggiore Briggs, con l’aiuto di Dale Cooper, e usando sempre lo stesso sasso di allora, cioè Laura, riescono nell’impresa che tuttavia è profondamente fallimentare per sua natura, poiché una volta svelati ai non dormienti gli oscuri piani del male, non potranno mai impedire che tali piani vengano messi in atto.

Avete capito cosa ho fatto?

Ho parlato del piano di Lynch e Frost, usando le parole di Gordon! Ho intersecato due diversi piani esistenziali. Ecco, questo è Twin Peaks.

Ok,  voglio spiegarvelo meglio.

Dal piano “reale” in cui Lynch si muove come regista, arriviamo al piano in cui Lynch è Gordon.

Questo è quello che chiamerò “fiction” e che riassumerò a vantaggio solo di chi già conosce i fatti esposti nel film , nella serie e nei libri,  quindi con un numero di dettagli sicuramente incompleto.

Questo piano, quello narrativo, pare essere quello che ha suscitato maggior interesse negli spettatori, nonostante presenti numerose incongruenze ed errori che, a mio avviso, ne dimostrano l’inadeguatezza alla comprensione profonda dei fatti. Siete pronti? Ve la berrete? Non tutti, lo so, ma, anche voi che siete più attenti, fate finta che questa sia la spiegazione che stavate aspettando.

Nella fiction Gordon Cole, vice direttore dell’unità criminale investigativa dell’FBI, si reca a Twin Peaks per la prima volta nel 1983 insieme all’agente Philip Jeffries. Durante il loro soggiorno hanno occasione di visitare la postazione d’ascolto Alpha, dopo la chiamata del sindaco Milford e di alcuni abitanti preoccupati per quella presenza presso la Blue Pine Mountain. Cole tranquillizzerà la popolazione rispondendo che la postazione faceva parte di un progetto di difesa militare, per la previsione meteo, promosso dalla presidenza Reagan. In verità tale postazione, supervisionata dal Maggiore Briggs, era un progetto classificato portato avanti dal fratello del sindaco Milford, destinato all’ascolto dello spazio,  da cui provenivano segnali di vita da altri pianeti. L’incontro con Briggs darà origine alla collaborazione tra i due, che, successivamente ai fatti accaduti a Twin Peaks nel febbraio del 1989, vedrà l’intervento anche del giovane Agente Dale Cooper. Briggs e Cole, ancor prima che Laura Palmer fosse uccisa,erano già sulle tracce di un’entità malvagia, soprannominata “Judy”, e avevano già inviato Philip Jeffries a Buenos Aires per incontrare un informatore che aveva maggiori informazioni. Philip Jeffries non aveva fatto più ritorno fino al 16 febbraio 1989, quando era apparso in circostanze misteriose, mandando in tilt i sistemi di registrazione dell’ufficio di Cole, e balbettando alcune strani frasi a proposito della missione “Judy”, che pare voglia tener nascosta all’agente Cooper, del quale sembra avere paura. Quella strana apparizione era durata pochi minuti e stranamente i presenti, nel corso degli anni, sembrano perderne memoria. Una settimana dopo quell’evento Cooper saluta la sua segretaria Diane, cioè io, e parte per Twin Peaks, dove è stato rinvenuto, avvolto nella plastica, il corpo di Laura Palmer. Nel corso della sua indagine egli ha occasione di conoscere meglio la popolazione di Twin Peaks e di incontrare il Maggiore Garland Briggs, (che stranamente ha lostesso nome di Judy Garland, ovvero Dorothy nel Mago di Oz), già in contatto con Gordon Cole, il quale inizia ad informarlo dell’esistenza della postazione Alpha. L’8 marzo Gordon Cole raggiunge a Twin Peaks l’agente Cooper, subito dopo che quest’ultimo era stato ricoverato per una ferita da arma da fuoco, a seguito di un’attentato nella sua stanza, la 315 del Great Northern Hotel. Cole informa Cooper dell’evasione di Windom Earle dal centro in cui era stato rinchiuso a seguito dell’omicidio di sua moglie, amante al tempo di Cooper. Nei giorni successivi Windom Earle si scoprirà essere sulle tracce di una dimensione alternativa, la Loggia Nera, che Cooper, segretamente, in seguito al confronto con Cole, (si suppone) potrà aver collegato alla ricerca di “Judy”. L’indagine di Cooper, portata avanti con il suo inconfondibile modus operandi che pone l’intuito al primo posto, ha successo. Egli scopre che Laura, dal 1983 era vittima degli abusi di suo padre, Leland, il quale agiva sotto l’influenza di un demone che ne aveva preso possesso, Bob. Bob desiderava Laura poiché attraverso le sue sofferenze poteva trarre nutrimento per sé e per i suoi simili, trasformando quel dolore in  crema di granturco, da loro chiamata Garmonbozia. Laura tuttavia pone fine alle sue sofferenze indossando un anello consegnatole in sogno da un abitante della Loggia, e materializzatosi nelle sue mani, qualche giorno prima della sua morte. Indossando quell’anello il suo destino sarebbe stato segnato: avrebbe riportato l’anello nella Loggia, morendo. Lo indossa pur di non essere ancora sottoposta alla violenza di Bob, nonostante avesse sognato l’agente Cooper, da lei mai conosciuto in vita, che la invitata a non prendere l’anello. Lo stesso Cooper aveva sognato Laura, seduta accanto a lui nella Loggia Nera che gli sussurrava all’orecchio il nome dell’assassino, nome che non ricorderà fino al momento in cui, con l’aiuto di un Gigante  altre forme non-materiche provenienti dalla Loggia Bianca, ricorda il nome e incastra Leland. Bob abbandona il corpo di Leland in seguito alla sua morte, di cui egli stesso è causa, obbligandolo a sbattere la testa con forza contro le pareti della cella in cui era stato rinchiuso da Cooper e dallo Sceriffo Truman. A questo punto Bob è rientrato nella Loggia Nera e Sarah Palmer, drogata da Leland ogni volta che egli voleva commettere un omicidio, resta sola nella casa in fondo alla strada al numero 708. Cooper a questo punto dovrebbe abbandonare Twin Peaks ma viene privato del suo distintivo in seguito all’azione oltre confine non autorizzata, per il salvataggio di Audrey Horne. Ne approfitta per andare a pesca con Briggs, il quale, proprio quella notte scompare in circostanze misteriose, “rapito” da una forza misteriosa che lo catapulta in un nuovo universo, facendogli provare sensazioni di incommensurabile dolore, e sperimentando uno stato di coscienza da cui, una volta riemerso conserva perfettamente il ricordo, tanto che decide di raccontare a Cole quel che ha visto. Intuisce che la sperimentazione di quella condizione di profondo dolore è la via per trovare e combattere “Judy”. Il piano messo a punto con la partecipazione di Cooper prevede che l’agente entri nella Loggia Nera alla ricerca di Judy, ma anche a caccia di Windom Earle, rapitore di Annie, la ragazza che aveva incontrato e amato nei suoi ultimi giorni a Twin Peaks. Il Maggiore Briggs aveva potuto “vedere” il piano già completo e  realizzato e aveva quindi informato Cole delle cose che sarebbero successe. Cooper svanisce nel punto indicato dalla mappa, i “dodici sicomori” e dice a Cole di cercarlo se non fosse tornato.

Al suo ingresso nella Loggia Cooper si accorge che il tempo non scorre linearmente e si ritrova seduto accanto a Laura Palmer, che tuttavia, gli viene presentata come la cugina del'”Man From Another Place” (è in effetti la figlia di Bob, di cui  Mike/MFAP ci parla come suo fratello). Laura gli dice che si incontreranno nuovamente dopo 25 anni e lo abbandona con un urlo di paura al suo destino nella Loggia, in cui incontra Bob. Gli cede la sua anima per la salvezza di Annie, ma Bob ne riconosce l’anima inviolabile ed è costretto a mandare indietro il tempo per restituirgliela, accordandosi però con il Doppelganger di Cooper il quale, vincendo nel confronto con il Buon Dale, a causa della paura di quest’ultimo, riesce a uscire dalla Loggia, portando con sé Bob fuori dai 12 sicomori. Accanto al corpo del Cooper Cattivo giace Annie, che ha l’anello al dito, il quale verrà poi rubato da un’infermiera che si occupa di lei all’ospedale in cui viene ricoverata. Evil Cooper a questo punto è libero di circolare nel mondo e la sua missione è quella di continuare a causare “dolore e sofferenza”, ma allo stesso tempo cercare Judy, per riunirsi con il Male Supremo, da cui lui stesso era stato generato in occasione di uno dei più grandi crimini dell’umanità: la prima esplosione nucleare. Egli conosce, grazie a Bob che è con lui, la mappa dei portali, ciascuno guidato da un numero, come lo stesso Briggs aveva potuto scoprire, che gli consentono di viaggiare nel tempo e nello spazio, attraverso l’elettricità. Infatti una volta uscito dalla Loggia, dal Great Northern si reca in ospedale, dove probabilmente recupera l’anello dall’infermiera, quindi va da Audrey Horne, in coma per l’esplosione avvenuta il giorno prima in banca, e la violenta. Audrey resta incinta, ma non si risveglierà mai dal come. Il giorno seguente raggiunge Garland Briggs in casa del Maggiore. Questi gli racconta ogni cosa, lo mette al corrente del piano, forse pensando che Gordon non l’abbia ancora fatto, prima di accorgersi tuttavia che qualcosa non quadra. Il suo “mayday” lanciato dalla postazione al Blue Pine arriva troppo tardi e finisce vittima di un incendio. Il suo corpo non verrà ritrovato subito dopo l’incidente. Negli attimi appena successivi alla visita di Evil Cooper tuttavia ha occasione di lasciare degli indizi circa il piano a beneficio di chi non ne era informato, in modo che Bobby aiutasse lo sceriffo a trovare Naido e lo sceriffo potesse conservare per il Buon Cooper la chiave numero 315. A questo punto Evil Cooper inizia la sua caccia a Judy, durata 25 anni. Vive a Rio, tenta di mettersi in contatto con Jeffries, contatta Albert, incontra Diane e la violenta. Si sposta avanti e indietro nel tempo potendo prevedere gli eventi che accadono e mette in piedi una piccola rete criminale, assoldando alcuni sicari. Lo stesso Gordon Cole, tuttavia, sa di doverlo lasciar fare, seguendo le sue tracce, per permettere a Cooper, dalla Loggia, di portare a compimento il piano. Sa che quando Cooper potrà uscire si farà sentire lui e non si preoccupa più di tanto del “tradimento” di Diane, poiché anche questo era stato previsto da Briggs, così come il fatto che Jeffries fingesse di fare il doppio gioco. Non così Albert che non era stato messo al corrente del piano. Evil Cooper si difende prevenendo il momento in cui le porte saranno di nuovo aperte, e il Buon Cooper potrà uscire facendolo ritornare nella Loggia. A tal fine crea nel 1997 un Tulpa di Dale, una specie di altro da sé, che tuttavia, pur avendo origine dal seme giusto, mischiato a parti di sé, cioè la parte cattiva di Dale,  risulta essere una versione di Cooper incline ai vizi e quindi alla gola, al gioco d’azzardo, alla lussuria, alla corruzione. Contemporaneamente, grazie alla ricchezza che il suo potere di prevedere gli eventi gli consente, posiziona a New York una specie di trappola per Judy, che, nel giorno giusto, sarà attirata da un rito  sessuale, poiché l’amore e la paura aprono le porte, dando indicazioni alla sicurezza di lasciarli soli quando fosse arrivato il momento. Non riuscendo più a fidarsi di Philip Jeffries cerca una nuova complice nel Tulpa di Diane, che diventa il suo aggancio con le mosse dell’FBI alla ricerca di Judy. La vera Diane, da lui catturata in occasione della violenza, viene consegnata, grazie al portale aperto dalla sua paura, alla dimensione isolata dalle Logge, la Mauve Zone, e resa irriconoscibile da Cooper, nel caso in cui egli fosse riuscito a raggiungere quella zona. La missione di Cooper è quasi impossibile, ma egli tenta comunque. Il piano messo a punto con Cole prevede infatti che egli segua il “sogno” di Judy, poiché essa è il male che governa l’universo e lega ciascuno a un destino ineluttabile, ma scenda poi nel punto più lontano dell’Universo stesso, quello da cui persino Judy ha avuto origine, e grazie all’aiuto di Jeffries, ormai padrone della mappa, possa recarsi nel punto dello spazio-tempo in cui Laura poteva ancora scegliere, determinando così il suo destino. Riaccompagnarla a casa quella notte, significa impedire il suo assassinio, con conseguente cambiamento degli eventi successivi. Per fare questo esce dalla Loggia e incontra il Maggiore Briggs nella Mauve Zone, di cui è rimasta solo la testa poiché l’immagine del suo corpo, lì presente non dalla sua morte, bensì dal momento del suo rapimento nel 1989 quando ha potuto vedere l’universalità del disegno,  è stato scaraventato fuori dal warmhole aperto da Hastings e Ruth nella ricerca della Zona. Egli stesso aveva voluto incontrarli per consegnare le coordinate che sarebbero servite però a Evil Cooper per essere incastrato. Tuttavia nel ritorno all’interno della Zona, gli uomini che seguono la volontà di Judy, i veri operatori del male, detti Woodsmen, sono intervenuto nel chiudere il warmhole con l’omicidio di Ruth. Insieme a Evil Cooper riportano Hastings indietro nel tempo nel suo letto, senza per questo, impedirgli la percezione dei fatti accaduti grazie al fenomeno di continua-attivazione nella fase REM . Di Briggs resta il corpo che viene portato insieme alla testa di Ruth sul luogo del rinvenimento dei cadaveri, nel letto di Ruth, grazie all’azione di Hank e Chip. Nel losco intrigo è coinvolta anche la moglie di Hastings, ma questi sono solo piccole operazioni per Evil Cooper che, tuttavia, non sa di star facendo esattamente il gioco di Cole e del Buon Cooper. Nel frattempo Cooper, subito dopo esser passato dal Gigante per un paio di consigli, utili a non dimenticare quale è la sua vera natura, anche quando avesse cambiato il corso degli eventi, esce dalla Loggia, passa attraverso la Glass Box messa lì per deviare il suo percorso, incontrare Judy e portarla fuori con sé, viene invece salvato da Naido che si sacrifica, uscendo dalla Mauve Zone senza prima recuperare il suo aspetto, e lo spedisce nel punto in cui la sua uscita eventuale era stata programmata da Evil Cooper, cioè al posto di Dougie Jones. Evil Cooper aveva creato il Tulpa di Diane probabilmente con parti di Janey-E, poiché entrambe vengono spesso definite “tipe toste” da chi le incontra. A questo punto il Buon Dale non riesce a comunicare, ma comprende nel profondo ogni cosa, che ricorderà appena l’elettricità passerà nuovamente attraverso il suo corpo. Nei panni di Dougie Jones, con l’aiuto di Mike, Il Buon Cooper rivela sé stesso più volte, fino a migliorare persino la vita di chi incontra, un po’ come gli era già accaduto arrivando a Twin Peaks. Ma quando torna a essere il nostro Dale, ciascuno è rapito da un moto di gioia. Lui è l’FBI. Dovremmo ricordarcelo, perché poi nella trattazione del piano simbolico, potrebbe essere una frase importante. La riunione avviene nell’unico posto in cui era giusto sperarla: presso l’ufficio dello sceriffo Truman, a Twin Peaks. Qui arriva anche Evil Cooper intrappolato nella gabbia creata dal Gigante e da Briggs, che nel passaggio verso Judy, gli impediscono di recarsi a casa di Sarah, dirottandolo appunto nel luogo preposto al compimento. Qui Freddie, il supereroe designato dal Gigante/Fireman, sconfigge Bob che torna nella Loggia, uccidendo Evil Cooper, il quale, grazie all’anello siede ora al posto di Cooper e brucia. A questo punto Cooper ha un’ultima cosa da fare per completare il piano: salvare Laura. Per fare questo deve scendere dove tutto ha origine, dietro la vecchia porta 315 del Great Northern, dove Judy rubò l’anima a Josie. Ma l’amore vero lo rapisce per un secondo: riconosce Diane e finalmente la bacia, come tutti abbiamo sempre voluto. Anche Diane ricorda ogni cosa, poiché era presente quando Briggs, mentalmente aveva comunicato, o ricordato,  il piano a Cooper, lì nella Mauve Zone. Presa la chiave chiede a Diane e Gordon di accompagnarlo, li saluta e da loro appuntamento all’ultima scena, in cui sa già ci saranno tutti, ma sa anche che forse non si riconosceranno, perché le vite saranno diverse se gli eventi avranno preso un nuovo corso. L’incontro con Jeffries lo guida fino alla notte della morte di Laura. Laura lo segue e gli eventi cambiano. Non ci è dato sapere cosa succede quindi a ciascuno: a Pete, a Josie, a Gordon, persino a Laura, che pur in salvo è ancora preda di Leland. Quel che sappiamo è che Laura non viene uccisa quella notte, quindi Dale non andrà mai a Twin Peaks. A questo punto egli non è mai entrato nella Loggia e quindi, appena fuori, in uno spazio-tempo di confine, incontra Diane. Insieme compiono l’ultimo passo: trovare una porta dimensionale che li guiderà in una nuova realtà. Scelgono di rischiare e entrano nel portale. Appena nella nuova direzione si fermano in un motel per compiere quello che forse è il rito necessario al passaggio definitivo: amore e paura insieme nel rito sessuale che li trasforma. All’alba infatti Cooper è Richard, un agente dell’FBI che ha avuto una storia con Linda. Lei lo abbandona poiché non lo riconosce.  Richard non è il nostro Cooper: è più Evil Cooper, Dougie Jones e Cooper insieme. Naturalmente infatti il suo passaggio nella Loggia non può essere cancellato ed egli è quindi ora uomo evoluto, quindi completo, in cui bene e male coesistono. La sua missione a Odessa è comunque cercare Laura, poiché egli ricorda, grazie ai suggerimenti del Gigante/Fireman. Segue gli indizi che lo portano al Judy’s poiché nella sua natura c’è il modus operandi intuitivo. Salva una cameriera poiché Cooper difende i deboli, ma è cinico e freddo nella punizione dei cowboys, poiché egli è anche Evil Cooper e come lui sa ferire e uccidere. Giunto presso Laura si rende conto che qualcosa non va, ma insiste poiché sa di dover compiere la missione che intuisce. La casa al 708 a Twin Peaks tuttavia non è la casa dei Palmer, non hanno mai abitato lì. Perchè? Battuta al suo stesso gioco Judy infatti, proprio in quella casa, ma nell’altra linea temporale, continua ad uccidere Laura senza riuscire mai a ferirla e resta così intrappolata in quel momento che tuttavia non esiste più. Ma con Judy impegnata e intrappolata Laura, inviata sulla Terra da Fireman, Laura stessa non ha più necessità di esistere, così Sarah non incontra Leland e i Palmer non abiteranno mai in quella casa. Cooper non capisce, ma qualcosa gli ronza in testa..e qui la nostra parabola narrativa inciampa di brutto. In che anno siamo? Possibile che nessuno, nel piano esistenziale “realtà” abbia seguito tutta questa storia senza chiederselo? Framm! La quarta parete vien giù, la natura di finzione della serie viene svelata, Laura capisce di essere un personaggio cinematografico destinata a morire. Corto circuito. Sipario. Sono andata troppo in fretta e ho svelato il vero finale, vi prego fingete di non aver letto. Restiamo sul piano “fiction”. Cooper si chiede in che anno siamo perchè si accorge che la sua intuizione, o meglio i suoi ricordi stanno facendo la guerra con la sua nuova realtà. E proprio in quel momento anche Laura ricorda della Loggia, ricorda cosa le è accaduto, sconfiggendo Judy che la voleva “inesistente”. Esiste, ma è destinata a essere uccisa. Judy perde. Corto circuito. Sipario.

Amici, quello che vi ho raccontato è quello che abbiamo visto. Le interpretazioni sono ridotte al minimo. Non ho incluso le numerose divagazioni narrative incluse nella linea principale, per esempio il fatto che Andy e Lucy hanno probabilmente perso il bambino o che questo sia stato ucciso da Evil Cooper e poi sostituito da un attore, fortemente voluto da Harry Truman che temeva per la sanità mentale di Lucy. Ma per chi vuole accettare questa soluzione: possibile che non vi siate accorti che nessuno ci dice mai in che anno siamo e che quando ce lo dicono, l’anno è di sicuro sbagliato?

Il Blog di Hatsings è stato aggiornato l’ultima volta nel novembre 2015. Egli dice di avere 43 anni, nato nel 1974, secondo la sua carta d’identità. Firma sulla foto con data il 20 settembre (o 29) … Insomma siamo nel 2016. Ma come facciamo a essere nel 2016 se Cole, Benjamin Horne, lo sceriffo, tutti insomma dicono che Dale Cooper è scomparso 25 anni prima? Ecco la domanda che doveva diventare un tormentone stavolta: In che anno siamo? Questa è anche l’ultima domanda della serie. Perché? Amici miei, sono davvero passati 25 anni da quando Lynch portò al cinema Fuoco Cammina Con Me, quindi Laura è davvero morta 25 anni fa, ma per noi, non per i personaggi. Per Lynch, non per Gordon. Ho capito come dovevo procedere quando Dale saluta Gordon e Diane dicendo “see you at curtain call”. Ci vediamo al momento del sipario. Sì, perché c’è un altro momento cronologico in cui Dale incontra nuovamente Diane e Gordon: nei titoli di coda. Ma per noi, non per lui! Lui non sa di essere un personaggio di fiction, siamo noi che lo vediamo così. E quando Gordon saluta Cooper, il suo sguardo è così commovente perché è Lynch che saluta il suo personaggio, non Gordon che saluta Coop. Provate a riguardare quella scena da questo nuovo punto di vista: Lynch dice addio al suo eroe più importante, quindi a quegli anni, alla sua vita. Iniziate a capire? Siamo nel 2017 certo, noi che abbiamo visto il film nel 1992. Nel 2016 c’è Lynch che 25 anni prima lo girava. Ma i personaggi sono nel 2014, 25 anni dopo la morte di Laura, tuttavia qualcosa fa presumere loro e noi che siano nel 2016.

Il piano dell’esistenza reale si interseca a tratti con quello della “fiction”, ma c’è di più. Two Birds With One Stone. Ricordate l’obiettivo: il piano simbolico. Il piano simbolico è quel che conta poiché è di denuncia già dal pilota uscito nel 1990. Ma qui si duplica, come un Tulpa. Gordon è Lynch, ma Lynch è ieri e oggi, due entità distinte, poiché al piano simbolico aggiunge il piano biografico, infarcendo la narrazione di continui rimandi a cose che sono accadute realmente a lui, nel suo passato. Quindi in Twin Peaks c’è il Male del mondo, nelle azioni passate e presenti dell’uomo; la sua vita, che si riflette su quella di Cooper nell’evoluzione umana che finisce per riunire in un’unica entità il bene e il male senza riuscire a separarle più; c’è la storia dei personaggi e la storia di Twin Peaks stesso, dalla genesi alla chiusura del cerchio.

Tutto contemporaneamente. Ora questo modo di vedere la vicenda è spesso il modo con cui si tirano fuori d’impaccio i critici cinematografici che dicono “Qui l’autore vuole dire che…”. No, per me non “vuole dire” proprio niente, lo dice e basta, anzi lo vive e lo racconta allo stesso tempo senza fare distinzione tra passato e presente. Twin Peaks è diverso dagli altri perché la famosa “quarta parete” non è che cada: non c’è proprio. Ma allo stesso tempo continua ad esserci.

E’ un unico. Dale Cooper è l’unico e solo. E per questo l’unica possibilità di lettura, non di interpretazione, ma proprio di lettura, è nell’intersezione dei piani. Ma come si fa?

Listen to the sounds.

Andiamo con ordine altrimenti spiegarvi diventa impossibile.

Vi ho illustrato il piano “reale”, cioè quello che dopo 25 anni ci riporta Twin Peaks. Venticinque anni esatti. Quello “fiction” che vede uscire Dale dalla Loggia dopo 27 anni e che inciampa quando proprio Dale si accorge di essere in una “fiction” perchè qualcosa in testa gli dice che è il 2016 e qualcos’altro che è il 2014, mentre in un piccolo angolo della sua mente è ancora il 1989. O forse il 1992. . Quello simbolico è da sempre l’obiettivo di questo blog. Ecco perchè per il piano simbolico avrò bisogno di tempo, di fare quel famoso frame-by-frame di cui già alcune parti vi ho svelato su facebook. Ma il terribile sospetto che ho avuto dopo la visione della parte 8 (vedete che anche io salto a piè pari dal piano fiction in cui sono Diane a quello reale in cui sono chi scrive ora?) è stato confermato: qui c’è un piano simbolico che si divide in due. Da un lato il codice racconta dei crimini dell’umanità, dall’altro racconta di cosa è successo a Gordon, anzi a Lynch dall’inizio della sua carriera ad ora. Il piano simbolico è inquinato da quello biografico, e la narrazione si sviluppa seguendo un nastro di moebius dove a turno i diversi piani esistenziali arrivano all’osservazione dello spettatore. Ma tutte coesistono azzerando il tempo, come in un sogno.

Ora quel che posso fare è giungere a conclusioni intersecando i piani. Quando sogniamo il nostro vissuto si astrae dalla realtà. Noi siamo sul letto e dormiamo ma contemporaneamente siamo in un posto lontanissimo e magari abbiamo anche un altro aspetto. Se dormiamo per un minuto, siamo sul letto per un minuto, ma allo stesso tempo siamo nel sogno magari anche per un anno. Tuttavia, se suona un telefono, nella vita reale il nostro corpo può udirlo, nel sogno possiamo trasformare quell’impulso uditivo in un rumore che proviene da altra natura. Se uno spettatore esterno potesse intersecare i piani vedrebbe noi sul letto ma anche noi per esempio su un treno per Marte che ascoltiamo un rumore di ferraglia. Non ho lo strumento per sovrappore i piani unendo i suoni: il suono proveniente dal grammofono, dal girare delle slot machine, dall’uomo che lava i vetri mentre Gordon parla con Albert, del suono di vetri rotti da Judy mentre si scaglia contro la foto di Laura, delle canzoni che suonano al Roadhouse, del grido di Laura, sovrapposto a tutte le altre grida di singoli. Ma il concetto secondo me è abbastanza chiaro.

Lynch è un sognatore e come Gordon, vive il suo stesso sogno, ma Gordon stesso è in un sogno, il “sogno” di Cooper, che è anche il sogno di Laura, poiché nel sogno, lì sì ci si può incontrare per una coincidenza o se si conosce la tecnica. Lo stesso Lynch inoltre sa che la sua vita è un “sogno”, una proiezione della sua anima che attraverso l’esperienza arriva all’evoluzione, con il rischio della conoscenza, poiché la conoscenza stessa, al contrario della fede è diabolica. Quindi chi è il sognatore? Il mondo, così come vuole la nuova religione fondata da Lynch (perchè questo fa) è un sogno collettivo, in cui c’è chi sfrutta l’energia di questa collettività per aumentare il proprio potere, poichè ha capito come funziona il gioco.

E ora ecco la soluzione.

Nel 1981 David Lynch incontra Mark Frost. Contemporaneamente (in a Twin Peaks la linea temporale è contemporanea ma due anni in avanti) Gordon Cole incontra il Maggiore Briggs. Frost invita Lynch alla conoscenza di un mondo “segreto”, un mondo in cui alcuni “iniziati” al male consumano riti e compiono orribili gesti, sperimentando le potenzialità della vita umana,  al fine di raggiungere l’illuminazione e mantenere il potere che essi già detengono, in quanto persone molto in alto nella piramide sociale e spesso inserite in contesto militare. Non lo dico io, lo dice Frost, basta leggere il suo spesso “The Secret History Of Twin Peaks”, che a Lynch tuttavia non interessa. Mentre Frost gli racconta tutte queste cose, Lynch ascolta e riflette. Così Gordon, dopo l’incontro con Briggs, inizia un percorso di evoluzione. E’ lì che il suo spirito creativo, quello di Lynch, The Fireman, nel non-luogo/non-tempo preposto alla creazione mentale, consegna a Dido, la sua producer storica Sabrina Sutherland, l’idea di Laura Palmer, costruita come fosse un Tulpa di Marilyn Monroe, il primo soggetto del progetto Bluebird, affinchè lo distribuisse tra gli uomini. L’archetipo del coraggio, puro e dotato di sensibilità, legato all’idea di quel che Lynch/Gordon avrebbe voluto diventare negli anni giovanili in cui aveva frequentato gli scout, si materializza nei panni dell’agente Cooper. Nel marzo del 1989, l’agente Cooper, con la complicità di Gordon e di Briggs,  entra nella Loggia. Egli, da personaggio creato da Lynch vi entra fisicamente. Ma cosa vuol dire fisicamente? Cosa siamo noi umani? La risposta che Lynch si dà, anzi inizia a darsi da Eraserhead in poi,  è che siamo un’anima immortale che può compiere un percorso nell’evoluzione di sè attraverso le sue tante vite, in un meccanismo simile a quello che noi chiamiamo “sogni”. La mente “cancella” gli avvenimenti in cui tali esperienze vengono attraversate, lasciando tuttavia dei residui, dei punti in cui l’intuito prende il sopravvento, ricordando della sua vera natura. Adesso immaginiamo che alcune persone possiedano le chiavi per aprire tali scatole del pensiero. Immaginiamo che attraverso meccanismi non concessi alla natura umana, un po’ come il fuoco che Prometeo rubò agli dèi, essi siano in grado di interferire con tali esistenze. “Il Mago desidera vedere”. Forse inconsapevole, Cooper entrando nella Loggia, compie il primo passo del suo persorso iniziatico che lo porterà alla conoscenza, e quindi, alla dannazione. Let’s Rock, giochiamo. Non è un caso forse che la Loggia Nera rimandi all’ipotetica  “Black Room” dell’FBI oggetto di tante cospirazioni. Ne avete mai sentito parlare? Secondo quest’ennesima leggenda metropolitana, di cui a questo punto pare certo Mark Frost abbia sentito parlare, alcuni agenti dell’FBI compiono un percorso iniziatico attraverso tecniche di controllo mentale, al fine di appropriarsi del proprio doppio “malvagio” che consenta loro di “creare” delle vere e proprie esistenze alternative, al fine di svolgere al meglio il lavoro sotto copertura. Divertente. Volevo dirvelo. Ma andiamo avanti. Il nostro Cooper entra fisicamente nella Loggia, ma il suo entravi è paragonabile all’ ingresso in uno stato di meditazione profondo, da cui non uscirà più. Dopo aver trovato la completezza del sè non è più possibile per Cooper tornare al mondo incompleto in cui si muoveva quando ancora non aveva seguito le tappe del destino che il severo Saturno riserva a tutte le anime. Una volta lì, seduto nel suo mondo mentale, inizia la discesa negli inferi che, come annunciato dall’anima che vuole salvare, durerà 25 anni. Per poi ripetersi all’infinito.

Il suo ingresso nella Loggia è accolto da un brano musicale. “E ti vedrò, e tu mi vedrai sotto i Sicomori”. Nella mitologia egizia il sicomoro era albero consacrato alla dea Hathor, detta anche la “Signora del sicomoro”. Era considerato simbolo di immortalità e il suo legno era usato per la fabbricazione dei sarcofagi. (cit. Wikipedia) Siamo nel posto in cui le anime risiedono e la morte è solo un passaggio di coscienza da un corpo all’altro. Cooper tuttavia entra nella Loggia con il suo corpo, in un meccanismo assimilabile all’ ascensione, avvenuta tuttavia per rito magico e quindi con l’invocazione di Saturno, o Satana se preferite (lo voglio chiamare Saturno perchè la simbologia è più calzante). L’ostacolo più grande nella comprensione dei fatti accaduti in questa dimensione sempiterna, per Cooper, è quella del tempo. Il passato determina il futuro, questo è quello che egli sa e che, prima di riunirsi con la sua parte malvagia, ma, come egli presto scoprirà, potendo il futuro stesso determinare il passato, grazie all’elettricità sinaptica senza vincoli nei sogni, attraverso la quale incontra Laura ancora prima che essa sia uccisa,  non puoi ingannare il Signore del Tempo a meno che tu non ne segua i dettami. Subito si confronta con la Venere di Milo, simbolo di vergine (sacrificale) senza braccia. “A volte le mie braccia si piegano all’indietro”. Laura è il sacrificio umano e la storia di Laura, la storia del male, è la storia di tutti, come dice Margaret Lanterman. La prima entità che incontra l’ancora ingenuo Cooper è The Man From Another Place. Subito lo avverte: “Quanto tu mi rivedrai io non sarò più io”. Questo indica due cose:

1 – la prossima volta che sarai al mio cospetto, bada bene che sia io e non il mio doppelganger

2 – quando il ciclo avrà termine sarai evoluto al punto di scoprire la mia vera natura, così come la tua.

Gli chiarisce poi a che punto si trova del suo percorso: è la sala d’attesa. Qui si attende per giungere alla conoscenza e quindi alla destinazione definitiva, Loggia Nera o Loggia Bianca. Gli chiede se vuole del caffè, poichè conosce la debolezza di Cooper per la “droga” che tiene svegli, quindi ancorati alla vita terrestre. Lo avverte della presenza di alcuni suoi amici. Laura si presenta al suo cospetto. “Salve agente Cooper. Ti rivedrò tra 25 anni, ma intanto…”. Il gesto di Laura è il primo vero mistero che avvolge la permanenza di Cooper nella Red Room. La simbologia vedica ci invita a legare il gesto al significato “Non avere paura”. Io preferisco lasciarlo come punto interrogativo, propendo però per l’interpretazione secondo cui le mani potrebbero rappresentare il monolito eretto (come in 2001 Odissea nello spazio di Kubrick), Saturno, circondato dal suo anello.  Da quel momento tuttavia, sebbene nella Loggia il tempo non scorra linearmente, Cooper inizia a conoscere la vera natura delle cose. E per lui tutto è contemporaneo. Gli viene mostrata l’abilità di alcune anime evolute di mostrarsi in immagini mentali, e quindi aspetti, diversi, come il vecchio cameriere e il gigante (è così che riuscirà a decodificare l’aspetto fittizio di Naido). Ma soprattutto impara cosa è un doppelganger. Per fare questo deve confrontarsi con il suo passato e rintracciare nell’omicidio di Caroline la sua parte di colpa. E’ tempo che il Buon Cooper si renda conto che quell’immagine di perfezione morale che ha di sè scricchiola di fronte all’evidenza del suo passato: egli è l’uomo che ha sedotto la moglie del suo amico e collega Windom e, nonstante la sua etica professionale gli imponesse distacco e concentrazione, ha ceduto al piacere della carne  diventando responsabile della morte di Caroline stessa. Egli tuttavia rifiuta in un primo momento questa considerazione, tanto che continua a cercare Annie, la donna che lo conosce solo come Buon Dale. E’ per questa sua errata convinzione che Bob non può prendere la sua anima: la sua non è un’anima consapevole della propria dannazione. Infatti nel confronto con il suo Doppelganger non può che fuggire, poichè l’unico modo per scoprire il Male che risiede all’interno della propria esistenza è lasciare che questo Male esca e si confronti con l’esperienza terrena.  L’incontro di Cooper con il suo Doppelganger e quindi con il suo passato oscuro, coincide per David Lynch con l’inizo del prgetto Eraserhead. Di fronte all’immagine di sè di padre che preferì cedere al suo impulso creativo di regista, invece che prendersi cura della sua famiglia, Lynch fugge, ma non si perdona e arriva alla creazione di Cooper. Le stelle girano e il Tempo della discesa agli Inferi presenta se stesso, citando ancora Margaret Lanterman. Mentre Lynch entra nel vortice satanico di Hollywood, cedendo al desiderio, unica via dei dannati, Evil Cooper si manifesta. Egli non “ha bisogno” di nulla, egli “desidera” e Judy è lì per assecondare i desideri in un’illusione di successo, come accade anche a Camilla Rhodes nella sua voglia di brillare nel firmamento delle stelle del cinema. Il Buon Cooper, seduto ancora nella Loggia, è spettatore della vita di Evil Cooper. La dualità del suo essere è percepita nella sua interezza man mano che il ciclo avanza e che Evil Cooper compie le sue malefatte, ormai indisturbato. Il mondo di Twin Peaks, che egli aveva interpretato come un luogo al riparo dal Male, inizia a deteriorarsi fino al culmine del ciclo, in cui, persino agli occhi dei personaggi “puri” come Bobby Briggs, si rivela abitato da esseri che subiscono trasformazioni mostruose. La nostra “realtà” nel 2017 è ora inquinata e folle, e nessuno può più negare che quella vita di tranquillità, era un’illusione. La denuncia di Lynch e Frost è compiuta man mano che l’anello che suggella il patto dei singoli con il Male, rientra nella Loggia. Nel suo peregrinare da una stanza all’altra Cooper tenta più volte di capire come andarsene. Non c’è nessun luogo in cui andare però, gli dice The Man From Another Place, se non “Home”, casa. Ma quale casa? Nel suo ciclo Saturno attraversa le dodici case, e in ciascuna rivela un nuovo apprendimento per l’evoluzione personale delle anime. Il 20 Dicembre del 2017 Saturno ritorna a casa, la decima Casa, in Capricorno, suo domicilio. Durante il suo “addestramento”, se vogliamo scegliere un termine perfetto per il percorso nella Loggia di un agente dell’FBI, il Buon Cooper impara le regole del Mago. Apprende cosa è un Tulpa e come creare quell’immagine che è altro da sè. La differenza tra un Tulpa e un Doppelganger è finalmente chiarita per lui, come per noi, come per Lynch. E quell’immagine di Maddy, così mal interpretata al tempo, ha ora un significato. Il Tulpa viene “creato” da una coscienza evoluta che riesce, attraverso un seme, la conoscenza profonda di un’anima propria o altrui, a generare l’illusione di un’essere senziente. Tale essere ha una vita propria e sebbene generato dal seme dell’anima da cui deriva, subisce l’influenza del suo creatore nella percezione di sè. Così Diane, creata da Evil Cooper, ha il seme di Diane, ma l’impulso elettrico avviene tra quel seme e una parte di Evil Cooper. Il Tulpa non ha anima, tuttavia l’anima da cui deriva il suo seme, può a volte raggiungerla e unendosi a lei sperimentando quindi la coscienza dell’essere altro da sè. Il Tulpa risponde ai comandi del suo “controllore mentale” attraverso delle parole chiave.  Dougie Jones, creato nel 1997, ha il seme di Cooper, ma l’impulso elettrico avviene tra quel seme e una parte di Evil Cooper. Dougie Jones, creato nel 2014 (o 2017 se consideriamo la nostra linea temporale) ha il seme di Cooper, ma l’impulso elettrico avviene tra quel seme e una parte del Buon Cooper. Insomma, se cercheremo tra qualche tempo il Cooper che abbiamo conosciuto nel 1989, lo troveremo solo in Dougie Jones. E questo perchè il vero Cooper è ormai un essere evoluto in cui la parte malvagia  e quella buona si sono riuniti per sempre. E quel che accade a Lynch, il quale, prima di chiudere il cerchio, usa il suo eroe per salutare i suoi maestri e colori i quali hanno contribuito al suo percorso professionale, ma anche spirituale. Da Kubrick, che è ovunque nell’uso delle inquadrature, a Kafka, che ispirò Eraserhead. Non può mancare il giovane regista che egli era, a cui guarda con gli occhi della donna bellissima che qui vuole considerare la sua musa. Chi è il sognatore? Siamo nel sogno di Lynch, quindi del giovane Gordon Cole, quindi nella mente di Cooper che si interseca con quella di Laura, attraverso i sogni. Ma se questo è il momento dei saluti, allora deve essere un arrivederci a tutti. Così non può mancare Ace Powell, che l’ha iniziato alla riflessione su cosa è l’arte, durante il suo soggiorno infantile a Hungry Horse. Bushnell Keeler, naturalmente, il suo primo vero mentore. E poi Frederick Elmes, il suo direttore della fotografia per Eraserhead, al quale, facendo mettere ironicamente un guanto verde, per la sua importante partecipazione alla saga cinematografica di Hulk, assegna il compito, con le sembianze del giovane Freddie, di uccidere la sua paura più grande, cioè Bob. Cooper non ha più paura di Bob. Ma affinchè la sua evoluzione sia completa si affida ancora una volta allo spirito creativo di Lynch, stavolta The Fireman, l’uomo che sconfigge il fuoco, ora pronto a dargli gli ultimi tre indizi per completare l’opera. Così, senza bisogno di proferir parola, ma congiungendo i suoni dei diversi piani esistenziali, senza dimenticare quelli alla Roadhouse, dove le anime bruciano ignare al suono della musica rock (e c’è sempre musica nell’aria), il piano è ora chiaro alla sua coscienza. Judy, cioè Yahweh Day, il giorno di Dio, cioè il Sabato, quindi Sabbath, quindi il giorno in cui Dio riposa, dedicato a Satana, risiede nella casa dei Palmer, proprio nel periodo in cui torna “in domicilio”, cioè nella decima casa.

Tutto è predisposto, ma Cooper non è ancora completo. Facciamo un passo indietro, ricordando tuttavia la contemporaneità della presa di coscienza. Egli non è ancora  in grado di trovare un’uscita nel labirinto della mente, tra le stanze della Loggia. Cercandone una “vede” la strada su cui viaggia Evil Cooper, ma non può raggiungerlo. E’ ancora sua preda, poichè ancora lo teme. Questa sua debolezza ulteriore lo spinge ad affrontare una nuova discesa prima nella Mauve Zone, dove incontra Naido, che non è pronto a riconoscere, e poi, durante la liberazione definitiva di Judy nel mondo reale (il suo e il nostro), in un’esistenza alternativa nei panni di Dougie Jones. Egli è Dougie Jones, ma è ancora ovviamente il Buon Dale nella Loggia. Tuttavia nel suo nuovo passaggio possiede già la conoscenza necessaria a controllare l’illusione attraverso ill desiderio. Vince soldi, accresce il suo potere, sua moglie è soddisfatta, si accorda con la malavita. Dougie Jones è il Buon Coper che abbraccia, inconsapevole, i favori di Saturno. La sua parte buona, rappresentata da Mike, cioè il dannato tuttavia convertito al bene, tenta di svegliarlo, ma questo sarà possibile solo quando entrerà in contatto con quell’ispirazione istantanea, la scintilla, accesa per caso, nella mente del suo creatore di fronte al film “Viale del Tramonto”. Chi è Gordon Cole? E’ suo il piano, e bisogna portarlo a compimento. Attraverso l’elettricità, quindi per il Buon Cooper una sorta di crisi epilettica, eccolo di nuovo cosciente del suo “personaggio” Buono. Illusorio, ma buono. E’ di lui che ha bisogno ora. E’ sveglio dalla vita come Dougie Jones, ma, sebbene la proiezione ora assecondi la coscienza,  sta ancora dormendo come Buon Cooper. Alle 2 e 53, la cui somma è 10, tale coscienza si espande e diventa immobile nell’incontro di più anime in una coscienza collettiva. Tutto è uno, ora e ciascuno rivela se stesso. Lynch è lì, con tutte le sue anime unite in una sola, insieme nel momento in cui Bob è sconfitto, pur consapevole ormai della poca importanza di quel mostro, se confrontato alla Madre di tutti i mali, da cui tutto ha avuto inizio. E lì, nel momento della perfezione, che Dale incontra Diane, sebbene in quanto anime gemelle, entrambi hanno consapevolezza del fatto che mai si sono separate. Cooper, dinanzi alla sua parte malvagia, senza più timore, non può far altro che tentare di rispedirla nel suo posto d’origine. E questo è il primo dei due errori di valutazione. Infatti una volta incontrato e persino sconfitto il suo Doppelganger, Cooper, ancora nella Loggia, brucia, ora finalmente completo, ma dannato, insieme a lui. Non ne ha tuttavia consapevolezza fino all’ultimo passo quando, accompagnato da Diane entra nella porta dell’evoluzione che gli consente ora, come Jeffries prima di lui, di viaggiare nel tempo, fino a salvare Laura. Laura scompare dalla foresta mentre egli avverte il suono che doveva essere suo avvertimento. In quello stesso momento il Buon Cooper scompare davanti a The Fireman. Ed è proprio lì che Cooper, subito dopo la percezione di essersi riunito con Diane, commette il secondo errore, ormai inevitabile, superando il confine proibito: 430. La cui somma dà 7. Il 7 è la chiave per la conoscenza. Cooper è il Mago che ha desiderato vedere. Nel momento esatto del ricongiungimento con il suo doppio conosce il suo labirinto e trova subito la strada per uscire. Il Mago ora vede. Non è il Buon Cooper che fa l’amore con Diane, è il Cooper Mago che compie un rito sessuale contemporaneo al suo ingresso tra gli iniziati. Diane vede sè stessa nel più classico dei presagi di morte.  Gordon le avrebbe fatto notare che indossa una parrucca rossa, che forse lei stessa non percepiva. Come Lil avvertiva Chet Desmond che qualcosa di sbagliato stava per accadere, così Diane avvertiva Cooper. Il rito è compiuto, Cooper ora siede nella Loggia finalmente completo. Nella sua nuova esistenza mentale conosce i segreti per trascendere la sua illosoria “vita reale”, ma ancora manca un ultimo passo per la consapevolezza della dannazione. E’ Laura che lo guiderà a tale consapevolezza. Odessa è solo il terreno su cui si muove la nuova missione di Richard. Intuisce comunque Diane, essendo lei ancora la sua anima gemella, ma quel risveglio non è successivo alla notte d’amore con lei, come crede di ricordare. Diane è lontana, egli è troppo lontano per capire. Ha bisogno di Laura per comprendere e giungere finalmente a casa. Ma quale casa? Dougie Jones, solo lui è a casa, forse. Cooper viaggia con Carrie Page, ma sa che si tratta di Laura. Nel loro viaggiare insieme la sua mente corre veloce. Lei nel frattempo, ignara allo stesso modo, le racconta a tratti della sua adolescenza tormentata. Non sono Laura e Cooper. Quando arrivano a Twin Peaks non c’è alcun cartello di benvenuto ad attenderli. Egli non si accorge di non essere diretto alla casa dei Palmer, sebbene gli appaia così, ma di essere a Everett, a nord di Snoqualmie, sulla 33ma di Rucker HIll, al numero 708, dove vive la proprietaria della casa in cui David Lynch girò i Segreti di Twin Peaks e Fuoco Cammina con Me.

Ma Cooper non lo sa. E’ il suo nuovo sogno, e alla sua consapevolezza manca ancora un piccolissimo tassello. Non si accorge che Carrie Page è Sheryl Lee, che la signora Alice Tremond, in realtà è Mary Reber. Ma come potrebbe? Egli è Cooper non Kyle. Conosce Gordon, non Lynch. Il suo piano d’esistenza, come su un nastro di Moebius è improvvisamente diverso, ma egli è ancora Cooper.

Un indizio inizia a ronzargli in testa. Pare di sentire la conversazione che ha con se stesso: “Alice Tremond. Chalfont. Ma gli Chalfont non erano i proprietari della roulotte che non c’era più al Fat Trout? Poco prima di trovare scritto sulla mia macchina Let’s Rock…”

Hai voluto giocare Cooper? Let’s Rock, ecco la fine del gioco.

In che anno siamo? In quale realtà siamo?

Questa domanda innesca la scintilla nella sua mente e di conseguenza in quella di Laura: Laura grida. E’ Laura qui che lo riporta a casa, cioè nella Loggia, dove lei gli sta rivelando il significato del suo lungo peregrinare pur restando fermo.

E non “Mio padre mi ha ucciso”, come erroneamente aveva creduto di sentire la prima volta, quella volta in cui il suo creatore era stato costretto a rivelare il nome dell’ assasino di Laura, ma… Cosa? Qui miei cari vi lascio alle ipotesi dei tanti ingegnieri del suono  che pare, dopo attenta analisi, siano guinti a questa frase: “Don’t assume. Nobody can spot your dark suit but me”

E cioè: non credere, nessuno può vedere il tuo vestito nero, a parte me. Cioè? Nessuno sa che Esisti, perchè sei qui e solo qui, nel sogno che ci vede entrambi protagonisti, in cui continuiamo a bruciare, imaginando ogni volta di essere altri.

Ma siamo in buona compagnia, Cooper, lo siamo nei titoli di coda, cioè ora che cala il sipario.

Ho saltato molti passaggi, ma quelli saranno chiariti nell’analisi frame-by-frame che mi impegnerà nei mesi successivi, come al solito corredata dalle immagini, qui mancanti per agevolare la lettura. Come negli articoli precedenti, dedicati al codice di Gordon,  mi concentrerò solo sulla parte simbolica di ogni immagine, ma volevo prima riassumere la narrazione nel suo totale, intersecandola al piano simbolico nel suo complesso, per arrivare all’ipotesi di partenza su cui costruire le riflessioni singole.

Non so se questa lettura è quella corretta e sappiamo che forse neanche Lynch ne ha una sua definitiva. Ma la sua missione è compiuta: ci ha guidato in un viaggio dentro noi stessi. Spero che anche per voi, così come lo è stato per me, sia stato un viaggio emozionante. Lo so, è un viaggio allo stesso tempo terrificante, ma lì dove il Mago desidera vedere bisogna imparare a camminare nell’oscurità. Chissà cosa ci attende alla fine dei nostri giorni in questa esistenza. Non ve lo chiedete mai?

Bravi, non chiedetevelo, godetevi il sogno e restate puri.

Ci rivedremo tra qualche tempo.

Meanwhile…

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2 comments

  1. AceofClubs96

    Innanzitutto ti ringrazio per il lavoro di ricerca e cura meticolosa di questo sito web. Questa ricerca, presumibilmente la più importante, sarà uno dei più bei lasciti alla serie che si possa mai pensare e scrivere.
    Non so quanto possa essere relativo a questa teoria ma ho notato nel penultimo episodio che la testa del maggiore Briggs nella loggia bianca è molto simile alla grande testa creata dal mago di Oz per rappresentare se stesso. E’ una piccola chicca ma sapendo il forte legame di Lynch con quella storia non dovrebbe essere casuale.

  2. Valentino

    chi sei tu, che mi porgi la chiave di una porta che non sapevo di poter aprire? non so ancora se ringraziarti o “maledirti” per questo… ma forse, assieme a Lynch, hai dato un senso nuovo alla mia esistenza. ciao

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