Il fuoco è il Diavolo celato nel fumo

Spoiler Alert!

Leggi qui l’intro dell’episodio 05 dalla Signora Ceppo.

E’ il 1° Marzo del 1989 a Twin Peaks e la luna è piena. tpep5_0002 (1)
Niente di strano visto che due giorni prima era crescente e quasi piena, come ci viene mostrato nell’episodio 3. Ma poi, a un certo punto impazzisce. Ecco le fasi lunari di Twin Peaks:

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2 Marzo – Luna crescente

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5 Marzo (ep. 10) – Tra due giorni sarà piena

6 Marzo (ep.11) - luna crescente

6 Marzo (ep.11) – luna crescente

9 Marzo (ep 14) - tra due giorni sarà piena

9 Marzo (ep 14) – tra due giorni sarà piena

 

17 Marzo (ep.22) - luna crescente

17 Marzo (ep.22) – luna crescente

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19 Marzo (ep.22) – luna crescente

Vabbè, è chiaro: la luna di Twin Peaks non è una luna qualunque. Ora, potremmo dire semplicemente che un errore di questo tipo al montaggio è un peccato veniale. Ma voi davvero credereste mai che Gordon/Lynch possa fare una cosa così per errore? O forse le fasi lunari sconnesse indicano cose raccontate in sequenza ma accadute nell’arco di un tempo molto più lungo? Quante volte Josie ha sparato a Dale? Quante volte gli islandesi sono arrivati al Great Northern in piena notte? Tutte le volte in cui l’anello temporale s’è ripetuto, e facendo un collage di diversi momenti in ciascun percorso circolare, lo si può descrivere lasciando i fatti inalterati, sebbene cambino i dettagli. Dite che fila? Forse. tumblr_lffqrseyJs1qabxbj
Ma lasciamo la luna in alto nel cielo e scendiamo in terra, dove Dale non riesce a dormire a causa dei cori islandesi.

Questa faccenda degli islandesi mi ha davvero colpito. Prima i norvegesi, poi i vichinghi, con tutte le loro corna in testa e la mitologia norrena piena di riferimenti ad una “Terra di Mezzo” e “giganti del fuoco”. Insomma, cosa c’entrano gli islandesi con gli Stati Uniti dei fratelli Kenned… ehm scusate, dei fratelli Horne? La risposta temo sia nei libri di storia che non ho ancora letto. Leggere la storia è un po’ come leggere gli episodi di Twin Peaks: bisognerebbe sapere proprio tutto tutto per capire quali sono i pezzi che mancano. Aiutatemi. Mi sto facendo tirare dentro il vortice del cospirazionismo. Ma su una cosa sarete d’accordo con me e con Dale (che dice questo a Diane): non si può stare mai tranquilli, pare che in tutto il mondo ci sia lo stesso vociare che c’è a New York! Siamo tutti newyorkesi, o anche berlinesi… come disse Kennedy, o almeno tutti Islandesi, come dice Jerry Horne in apertura del suo discorso al party per gli islandesi. Ma questo succede più tardi. Subito invece, Jerry porta a Ben i saluti degli islandesi e tra i due fratelli si svolge una deliziosa scenetta in cui l’uno propone all’altro di arrostire un agnello.
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Devo proprio insistere sulla simbologia del sacrificio dell’agnello in nome del potere e del dio Odino? No, basta. Però ho trovato molto divertente il fatto che Jerry, in risposta all’esigenza di Ben di far conoscere “quanto di meglio Twin Peaks possa offrire”, gli dica di organizzare il party in una cabina telefonica. Ovviamente inoltre sarà bene suggellare l’accordo con l’appoggio di “Jack con un occhio solo”.  «Sono molto onorato di conoscerti», commenta Jerry, al solo sentire la proposta di Ben. Mi viene da aggiungere «…e di stringerti la mano solo come certi amici nostri sanno fare». A proposito di occhi, ce ne sono invece ben due  poggiati sul tavolo del soggiorno di Jacques Renault.
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Forse Gordon ci sta invitando a guardare bene quel che c’è sopra. Una volta che Dale ce l’avrà poggiato, recuperandolo dal nascondiglio, ci sarà la copia di Flesh World su cui Ronnette e Laura pubblicavano gli annunci, ma anche pop corn disseminati su un motivo a quadri bianco e nero. Insomma, il mercato del sesso circondato dalla garmonbozia su un pavimento che ricorda la Loggia. O una loggia. Una qualunque dove ci sia un pavimento a quadri bianco e nero. A questo punto c’è solo un’unica certezza a Twin Peaks. Nessuno è davvero quel che sembra. Un po’ come diceva la Duchessa Brutta di Lewis Carrol ne Il Paese Delle Meraviglie

«Non credere mai di essere altro che ciò che potrebbe sembrare ad altri che ciò che eri o avresti potuto essere non fosse altro che ciò che sei stata che sarebbe sembrato loro essere altro.»

E così Bob e Shelly tramano alle spalle di Leo per farlo arrestare. Big Ed e Norma hanno una relazione a dispetto dei propri coniugi. La dolce Audrey Horne, minaccia il direttore dei magazzini Horne e persino James e Donna si nascondono segreti a vicenda.

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A Twin Peaks lo zucchero (abbiamo già parlato del fatto che lo zucchero è la “droga” più diffusa al mondo, insieme al caffè vero?) anche sotto forma di donuts è a buon mercato. E Cooper non dice mai di no. Sarà forse per questo che il suo cervello è sempre pronto a elaborare ogni più piccolo dettaglio, come le tende che nota in una foto in casa di Jacques che lo conducono al rifugio. E’ un cervello sveglio, o forse ben addormentato. Ecco le foto.
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Chi siano i tizi con delle facce disegnate sulla pancia resta per me un mistero. Peccato. So che si tratta di un elemento del codice perché la presenza di quella foto è ben specificata sullo script e non è quindi un’immagine casuale, ma il nesso mi sfugge. Aiutatemi se vi va: diane@isegretiditwipeaks.com. Già che ci siamo vi rimando a un’altra immagine che ha bisogno di essere decifrata, perchè temo sia una citazione che non ho colto, proposta in ben due scene.
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Mi è venuto in mente il monte Rushmore. 150 anni di storia americana in quattro volti. Continuo a pensarci, a pensare alla storia americana, ai Kennedy, ai tizi con le pance dipinte a tutti questi indizi che Gordon/Lynch ha disseminato in questo episodio, e mi auguro solo che voglia tornarci più avanti, come fa sempre quando rischia di non far passare un messaggio. Torniamo invece a loro, i perfetti abitanti della perfetta cittadina di Twin Peaks. Così come loro anche Laura nascondeva una natura spaventosa. Che Laura fosse spaventata da qualcosa, ci appare chiaro dalle prime battute, ma è solo quando, in questo quinto episodio, Bobby racconta a Jacoby come stavano davvero le cose, che comprendiamo a fondo quanto il male si fosse impossessato di Laura.
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Come in “Invito all’Amore” tutti i personaggi di una storia recitata, sono convinti che quella sia la realtà, mentre si tratta solo di una pièce. Tutti tranne una: la Signora Ceppo. La povera vedova, pur considerata pazza, pare essere davvero l’unica che non cede all’inganno. In casa sua non ci sono corna, il camino è sbarrato perché lì non c’è il fuoco, non si mangia lasciva torta di ciliegie e i biscotti dolci servono solo per accompagnare il tè.
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Io credo che nella scena in cui i nostri eroi arrivano a casa sua, ci sia la morale non solo di Twin Peaks, ma dell’intero lavoro di Gordon/Lynch.

Il fuoco è il diavolo celato nel fumo come un codardo

Ma chi crede più nel Diavolo? E’ uno spauracchio per bambini, è iconografia, è superstizione. Twin Peaks, forse Eraserhead, sicuramente Lost Highway, Mullholland Drive,Inland Empire, parlano tutti della stessa cosa: successo, ricchezza, fama, piacere, bellezza, potere, ottenuti grazie al patto più conosciuto nella storia dell’uomo, il patto con il Diavolo. Quello del Faust per capirci.
kult-filmler-sanatlog.com_ Nel finale di Inland Empire, il capolavoro al termine di quella che io credo essere una trilogia iniziata con Fuoco Cammina con Me e seguita da Mulholland Drive, la voce di Nina Simone risuona nell’inferno del sesso abitato da donne che non possono più lasciare quel posto. Oh Sinnerman where you gonna run to? Dove correrai peccatore? Dove ti nasconderai, quando sarà arrivato il momento di pagare il tuo debito? Come sempre vi invito a non guardare il dito, ma la luna. Non so se Gordon/Lynch crede che sia possibile stipulare un patto con il Diavolo, colui che può realizzare desideri di ogni tipo modificando quella che noi chiamiamo realtà ma che è solo un’illusione. Quello che penso di sapere è che il nostro caro Gordon/Lynch vuole parlare del fatto che alcune persone ci credono e che compiono orribili azioni in nome del male. Tornerò sul codice Mulholland Drive e nel dettaglio su alcune parti, una alla volta, sul codice Inland Empire. Per ora ho ancora un paio di cose da farvi notare sull’episodio cinque.
tpep5_184 Prima di tutto le vistosa corna dell’islandese vichinga che si intravedono dietro l’oblò della “stanza del legname”. Il fuoco brucia il legno, così se il legno, cioè gli alberi sono le anime da corrompere, il fuoco trova sempre la strada facile. Tranne che in Islanda dove non ci sono alberi. Mah. Ripeto, questa cosa degli islandesi non mi convince. E qui arriviamo ad un’altra cosa che ha attirato la ma attenzione, cosa che Cooper avrebbe notato di sicuro e di cui vi ho già accennato: il discorso di Jerry Horne. Siamo tutti islandesi. Qui la citazione non potrebbe essere più esplicita e il riferimento è chiarissimo. Kennedy disse “Io sono berlinese” aggiungendo “Siamo tutti berlinesi”, nel corso del discorso più importante della Guerra Fredda.

 

A qualcuno quella frase non andò giù, ma lasciamo stare.
tpep5_222 tpep5_249Ne abbiamo poi già parlato, ma la scena di Leland/Bob che davanti al fuoco non puo’ resistere alla musica di Glenn Miller non potevo non farvela notare. Mentre non avevamo ancora approfondito la figura di Josie, la grande mistificatrice. E’ Josie il cuore del male in Twin Peaks, e solo ora inizia ad apparirci chiaro. A proposito della figura della Signora Packard vi rimando alla trattazione del singolo personaggio in questo articolo e per il suo ruolo all’interno delle vicende che vedono la morte di Laura come evento clou vi consiglio di sbirciare “above the convenience store” . Fate sogni d’oro, ma attenti a chi vi ritrovate nel letto, potreste non dormire.
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8+

Comments

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4 comments

  1. Manua

    Questo sito finisce direttamente tra i miei preferiti. Articoli interessantissimi, Diane… mi è tornata voglia di riguardare Twin Peaks. E molto probabilmente lo farò, anche tenendo presente le tue analisi! Non avevo mai pensato a questa serie in questi termini… Stai facendo un lavoro immane!

  2. Diane
    Author

    Grazie Manua, ne sono contentissima! Quando guarderai di nuovo Twin Peaks, se noterai qualcosa che a me è sfuggito, o magari avrai idee o opinioni diverse, scrivimele pure , se ti va. E’ sempre utilissimo ricevere nuovi punti di vista.
    A presto 😀

  3. Paolo

    Caspita…. Twin Peaks e sempre stata una delle mie serie preferite, l’avrò visto una decina di volte cercando di identificare i simboli celati dietro a ogni scena. Alcuni li ho colti da solo, altri li ho colti ora leggendo questo articolo. Stasera mi riprendo i blu ray e riparto con la visione per cercare di scorgere altre eventuali chicche. 😉 Hai fatto un bellissimo lavoro, complimenti.

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